
[thumb:4463:l]Provincia. Marco Bertolotto, dopo la rottura definitiva con il Pd, lunedì si incontrerà con il segretario regionale del partito Mario Tullo. Nonostante i tentativi di ricucire lo strappo esperiti da alcuni esponenti del centrosinistra, sembra ormai improbabile il ravvicinamento. Anzi. Il presidente della Provincia sta pensando alla costituzione di una nuova organizzazione politica, che nasca dal territorio.
“Mi piacerebbe una nuova realtà politica che si faccia portavoce dei bisogni del territorio – dice il numero uno di Palazzo Nervi – Un po’ come nacque la Lega, con l’insieme di diverse forze territoriali”. L’assenso che Bertolotto aveva dato alle ronde promosse dal Carroccio aveva infiammato il dibattito politico savonese: un atteggiamento trasversale che non era piaciuto agli ormai ex colleghi di partito. Poi il rifiuto di candidarsi alle provinciali, dopo un ultimatum inascoltato, e la frattura con il Partito Democratico.
“La gente ti deve giudicare per l’uomo che sei e se sai dimostrare chi sei puoi prendere voti anche a prescindere dal partito” afferma Bertolotto, che sottolinea di non avere intenzione di aderire al centrodestra. “Non è la mia appartenenza” dice. Ma anche la distanza dal centrosinistra, almeno quello espresso dai vertici savonesi, è diventata abissale: “Se il caso è diventato nazionale, significa che il disagio è grande”.
Il presidente dell’ente provinciale ha disertato l’assemblea del Pd a Legino, tappa iniziale che segna il percorso verso le prossime elezioni provinciali. Ma non ha intenzione di demordere: “Non abbandonerò la scena politica. Voglio chiudere nel modo migliore il mandato di presidente”. Poi, forse, l’avventura con un nuovo soggetto politico, magari costituito ex novo.
Bertolotto ha parlato di “gruppo egemone che arriva dai Ds-Pds-Pci che non accetta altre persone che la pensano diversamente”. Oggi, in un’intervista ad un emittente locale, ne ha avute anche per Walter Veltroni, riferendosi alla scorsa tappa elettorale del leader del Pd a Savona: “Veltroni è arrivato come uno di quei turisti che si portano da casa acqua, pane e latte e non assorbono nessuna energia dal territorio”.