
[thumb:1036:l]Savona. Si chiuderà con’archiviazione l’indagine sull’omicidio di Cristina Moro, la cinquantacinquenne uccisa a coltellate nel suo appartamento di via Guidobono, a Savona, nel settembre del 2006. A distanza di due anni l’assassino non ha ancora né un volto né un nome. Le perizie sugli oggetti rinvenuti nell’alloggio della vittima si sono rivelate infruttuose, mentre a carico dell’unico indagato – un artigiano cinquantenne – non è stata trovata alcuna prova. L’uomo, cliente della donna che era solita prostituirsi, è stato interrogato una sola volta. Il confronto tra il suo Dna e le tracce rilevate su sigarette e macchie di sangue della scena del delitto hanno dato esito negativo.
Neppure la ricostruzione delle frequentazioni dell’ex impiegata Asl e l’identificazione dei suoi “amici intimi” sono stati passi avanti per inchiodare il misterioso autore dell’omicidio. L’esame dei tabulati telefonici, poi, non ha portato a cionclusioni decisive su chi, il sabato del massacro, aveva appuntamento con Cristina Moro. Il fascicolo, dunque, sarà archiviato.
L’eredità della donna uccisa che, ipovedente, viveva da sola, era stata sequestrata dal tribunale civile dopo un contenzioso scoppiato tra l’erede designato (un gioielliere di via Paleocapa) e l’ex marito da cui la cinquantacinquenne si era separata circa un anno prima di morire.