
[thumb:7116:l]Quiliano. Due giorni intensi dedicati al vino rosso ligure a Quiliano, dove il fine settimane è dedicato alla rassegna “Granaccia e Rossi di Liguria”, presso la sede comunale di Villa Maria. Nell’ambito della fascia montana savonese Quiliano è zona d’elezione per la Granaccia, tanto che la qualità del prodotto ne fa area di produzione ai massimi livelli regionali, celebre anche fuori regione: “La Granaccia di Quiliano è tra i migliori vini d’Italia, e quindi del mondo” scriveva già nel 1978 Luigi Veronelli. Ma l’evento è mirato alla divulgazione e promozione di tutti i vini rossi, oltre 45 etichette da tutta la Liguria, per mettere in evidenza i vitigni autoctoni o particolari con degustazioni in villa, convegni e la presenza di produttori. E’ stato infatti allestito un percorso enologico ideale da levante a ponente, da Sarzana a Ventimiglia, dove intenditori e interessati possono gustare i prodotti comprendendone le caratteristiche e la derivazione.
L’edizione 2008 della rassegna vede consolidata un’importante collaborazione iniziata lo scorso anno con l’Enoteca Pubblica della Liguria e della Lunigiana e con l’Associazione La strada del vino e dell’olio. L’Enoteca cura la parte della degustazione dei vini abbinati a prodotti tipici (le albicocche di Valleggia o la formaggetta di Stella, per esempio) e La strada del vino e dell’olio si occupa di un proprio spazio espositivo e di degustazione degli oli di oliva della Liguria.
Sabato a rendersi protagonisti sono stati i laboratori del gusto, con la presenza delle aziende agricole Turco Lorenzo di Quiliano, Il Monticello di Alessandro e Davide Neri della Spezia, La Felce di Andrea Marcesini della Spezia. Nel tardo pomeriggio si è svolto “U re de ca-rutte sposa la Granaccia”, una degustazione degli olii di oliva e dei prodotti tipici, a cura del Frantoio Armato di Alassio.
La rassegna prevede anche momenti di interesse scientifico riservati agli esperti e agli addetti ai lavori, a cura del Centro Regionale di Agrometereologia applicata della Regione Liguria. Si è svolto in particolare un seminario dal titolo “Vitigni autoctoni ed innovazione enologica”, con Beatrice Pesenti del Settore servizi alle imprese agricole della Regione Liguria e Vincenzo Gerbi, docente universitario.
Così il sindaco di Quiliano, Nicola Isetta: “Parlare dei rossi di Liguria, dedicarvi addirittura un convegno in due giornate può francamente anche apparire un azzardo o un’iniziativa destinata a scarsi risultati. Infatti, il rosso in Liguria è considerato un vino di seconda fascia, confinato in un modesto 30% della produzione complessiva della Regione. Ovviamente, noi non la pensiamo così, crediamo invece che nella terra del Vermentino e del Pigato, insomma nella ‘Liguria terra di bianchi’, parlare del rosso, ragionarne e migliorarne l’immagine ed il ruolo sia assolutamente utile e necessario. Infatti partendo dal presupposto che la forza dei vini liguri sia la loro unicità, la loro tipicità, e ci siamo coi bianchi, bisogna completare l’offerta legata al territorio, ai prodotti, alla ristorazione anche coi vini rossi, che tra l’altro, come ben si sa, sono tendenzialmente più graditi e conosciuti dei bianchi”.
[image:7114:c:s=1]
[image:7115:c:s=1]
[image:7116:c:s=1]