Albenga, varato il progetto Alice life contro l’aborto

Albenga. Di fronte all’aumento di interruzioni volontarie della gravidanza che ha per protagoniste, presso l’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, donne immigrate dai paesi extra-comunitari o neo-comunitari dell’Europa centro-orientale, mentre tra le italiane ormai da un decennio il numero di aborti è in costante diminuzione seppur resista uno zoccolo duro rappresentato dalle giovanissime, il Centro Aiuto per la Vita di Albenga lancia il Progetto Alice Life.
Il servizio è stato da poco varato dall’associazione di volontariato di Albenga e già sta ottenendo le prime adesioni. Sostanzialmente si tratta di adottare a distanza, versando alle operatrici del Centro una cifra in denaro, quelle gestanti in difficoltà che per ragioni economiche intendono ricorrere all’aborto piuttosto che offrire alla propria creatura un’ esistenza precaria.
Le difficoltà economiche, l’insicurezza nel futuro, il terrore di dover affrontare una gravidanza e poi una nascita senza la presenza di una figura maschile al fianco, sono oggi le motivazioni maggioritarie che inducono una donna a ricorrere all’interruzione della gravidanza in maniera volontaria. Le straniere poi riconducono a queste cause la totalità degli aborti da loro praticati.
“Il nome Alice, spiegano al Cavi, è stato mutuato da quello della prima donna che, nel passato, si è rivolta a noi chiedendoci un sostegno per non abortire. Quell’Alice poi grazie al nostro intervento sta crescendo in serenità la sua bambina. Ora proponiamo a tutte le persone di buona volontà di contribuire all’aiuto di tante altre donne come Alice adottandole a distanza con un aiuto economico per i primi diciotto mesi successivi al parto”.

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