
Sfruttamento di fonti alternative di energia, eco-sostenibilità ambientale: centrale a biomasse. Questo è l’ultimo appuntamento inerente al recupero del borgo antico di Balestrino.
E’ collocato all’interno di un progetto suggerito all’architetto Zunino dalla Regione Liguria, nello specifico dall’A.R.E.(Agenzia Regionale dell’Energia).
Nel nostro territorio ci sono altri siti comprendenti centrali a biomasse, che sono finanziati da fondi strutturali europei, ma Balestrino è l’unico coordinato all’interno di un recupero.
E’ una scelta che privilegia fonti alternative, risorse locali e rinnovabili. Perché questa proposta? Ha minor impatto col territorio, ha maggiori possibilità di essere sostenuta, ha un effettivo vantaggio economico e, soprattutto, è una fonte energetica legata allo sfruttamento del bosco.
Ma arriviamo ora a capire il funzionamento di questa centrale. Il principio è quello di una enorme caldaia, che non brucia direttamente legno, ma “cippato”, cioè materiale vegetale che viene triturato, sgrossato, creando una sorta di segatura sfilacciata. Il risultato viene stoccato all’interno di silos e lasciato fermentare. Con un sistema di nastri trasportatori viene portato all’interno della caldaia ed infine bruciato.
L’impianto, generalmente, è dotato di due o tre caldaie, che funzionano in parallelo per garantire un impianto di scorta in caso di guasto ed i regimi di funzionamento (ad esempio d’estate sarà in funzione solo una caldaia). Il prodotto di questa combustione è la cenere e la sua funzione è quella di scaldare l’acqua, che viene portata nel paese con una conduttura primaria formata da due tubi (uno di andata ed uno di ritorno), ove verranno collocate le “scatole di distribuzione”, per portare l’acqua con un sistema ad “anello” alle singole abitazioni. Queste “scatole” hanno un massimo di 20 utenze e sono di dimensione ridotta per eliminare l’impatto ambientale.
[image:6666:r:s=1]Ora trattiamo l’aspetto estetico della centrale ed il suo collocamento nell’ambito del paesaggio. E’ stata progettata a ridosso della frazione Poggio, vicino ad un parcheggio e nei pressi di una zona panoramica ad anfiteatro per le manifestazioni, collegata al paese da una passeggiata in legno rialzata, ma immersa nella natura. Da tutte le inquadrature panoramiche è impercettibile, perché segue l’andamento naturale dei terrazzamenti.
Per rendere ancora più integrata la sistemazione, l’architetto ha progettato la copertura, come continuazione di un giardino su due livelli. Il nucleo centrale, ovvero quello produttivo, avrà due o tre partizioni, a secondo delle caldaie e quindi del fabbisogno. La “pelle” dell’edificio usufruirà della tecnologia del Pisè che, essendo color terra, con l’ausilio del tetto verde piantumato, si integrerà totalmente con l’ambiente circostante.
Chi, in queste ultime pubblicazioni, ha seguito attentamente il progetto di Balestrino vecchia, si è trovato per forza a dover fare delle considerazioni su questo così affascinante lavoro. In ogni caso, sia con scetticismo, sia con entusiasmo, non è potuto rimanere indifferente ad un progetto così curato e studiato nei dettagli. Rimane solo un “piccolo” problema: verrà realizzato?
Marco Bersano