Altare. Il Presidente dell’Associazione Altarese per la Tutela dell’Ambiente (AATA) Flavio Strocchio ha inviato, tramite fax, un appello ai Sindaci dei Comuni di Cairo Montenotte, Altare e Carcare per la tutela del Ponte della Volta, importante manufatto storico di epoca romana che sorge nei pressi della variante del Vispa, in fase di ultimazione.
Quella altarese è una delle storiche associazioni ambientaliste della Valle Bormida, protagonista di alcune delle principali battaglie in difesa dell’ambiente e della salute dei cittadini valbormidesi. E’ nata trent’anni fa, negli anni Settanta, come comitato contro una discarica di ceneri dell’Enel e vide fra i fondatori il proprio l’attuale presidente.
L’associazione ha espresso ai Sindaci le preoccupazioni di molti cittadini sullo stato di conservazione del ponte della Volta. “Vi scriviamo”, dice il Presidente dell’AATA, “per sapere se sono in corso o sono programmati a breve controlli per accertare lo stato di salute del manufatto e se il medesimo richieda interventi ai fini di tutelarne l’integrità. L’associazione non mette in dubbio l’utilità della variante, anzi ne conferma la necessità da tempo, ma la vicinanza all’antico ponte romano dei lavori di costruzione di una galleria e di un ponte non poteva non destare preoccupazione per la conservazione di un’opera di ingegneria antica che ha sfidato ben duemila anni di storia, giungendo fino ad oggi, indenne a decine di alluvioni, tempeste e eventi bellici. L’intento dell’associazione è accertare che la medesima preoccupazione sia presente anche fra le autorità”.
“I tre Comuni assieme hanno sicuramente potere politico e risorse finanziarie per gestire la tutela e la conservazione del monumento” spiega il Presidente “Ma è importante che la loro azione sia particolarmente attenta ed avveduta in questo momento in cui stanno per finire i lavori. Come abbiamo detto siamo certi che tutto questo stia a cuore ai primi cittadini interessati, ma riteniamo sia ora che anche i cittadini possano sapere cosa i loro enti stanno facendo per garantire la salvaguardia del manufatto”.
“Inoltre”, continua il Presidente, “abbiamo chiesto se i Comuni, eventualmente d’intesa anche con altri enti, stiano sviluppando qualche progetto per il recupero del manufatto, il suo restauro e la sua valorizzazione, stante il suo ruolo di importante testimonianza storica collocato in un contesto destinato ad essere sempre più antropizzato”.