[thumb:2299:l]Provincia. La recente tempesta che si è abbattuta sulle nomine dei primari ha scatenato un rincorrersi di denunce, dichiarazioni, prese di posizione e l’annuncio di iniziative moralizzatrici da parte di politici, responsabili della cosa pubblica e ordini professionali. La Fimmg (Federazione Medici di Medicina Generale), attraverso il dott. Angelo Tersidio della segreteria provinciale, svolge alcune considerazioni sulle nomine “politiche” dei primari ospedalieri.
“Sia chiaro – osserva il dott. Tersidio – accade spesso che chi è stato nominato primario con la ‘spinta’ del partito o del politico sia anche un bravo medico, degno di quell’incarico che magari non avrebbe avuto in quel ospedale ma in un altro. E d’altra parte succede anche che chi ha eccellenti titoli, senza appoggio, non riesca ad arrivare mai!”.
“Noi, medici di famiglia – continua Tersidio – ci sentiamo francamente a disagio perché i nostri pazienti, questo nessuno lo ricorda mai, chiedono a noi consiglio dove sia meglio effettuare un intervento chirurgico, una visita specialistica, un’indagine strumentale. Dipende quindi anche dalla fiducia che riponiamo nelle capacità cliniche dei nostri colleghi specialisti l’indirizzo che noi proponiamo verso questo o quel reparto, cercando di evitare che l’ammalato migri verso altre Asl o in altre regioni disperdendo risorse economiche che invece andrebbero utilizzate per migliorare la qualità delle prestazioni nel nostro territorio. Non vogliamo sentirci chiedere se siamo certi di quanto affermiamo perché, notoriamente, il primario è divenuto tale per titoli politici”.
D’ora in poi, giurano tutti, saranno scelti solo i migliori clinici, quelli dalle ‘pesanti’ referenze scientifiche.
“Noi della Fimmg ce lo auguriamo anche se temiamo che passata la burrasca tutto possa ritornare come prima. La nostra priorità è il benessere dei pazienti – conclude Tersidio – Bisognerebbe sempre ricordare, al di là di questioni politiche, che nulla è più deleterio e frustrante per una persona malata, che sa di essere di essere malata, di avere il tarlo del dubbio di non ricevere le migliori cure possibili”.
Più informazioni
