Economia

Salone dell’Agroalimentare, per la Camera di Commercio una scommessa vinta

Finale Ligure. “Un’autentica scommessa vinta nel 2005 già con la scelta della sede, quando la Camera di Commercio di Savona, forte della grande varietà di prodotti tradizionali e di composizioni alimentari che contraddistinguono con un peso di oltre il 40% la nostra provincia nell’ambito dell’Atlante Regionale, invitò Regione e Unioncamere Liguri a promuovere la manifestazione nel Chiostro di Santa Caterina a Finalborgo, complesso architettonico che, forse meglio di altri, si presta a presentare autentici gioielli del territorio: dapprima oli, vini e basilico a riconoscimento dop e igp, quindi, per limitarci al Ponente, fiori e piante verdi, ortaggi, formaggi, frutta, dolciumi …”. Questo il commento del Presidente della Camera di Commercio Giancarlo Grasso sulla quarta edizione del Salone dell’Agroalimentare di Finale Ligure che venerdì 14 marzo aprirà i battenti.
“Tante le qualità – oltre 240 in Liguria – rispetto ai quantitativi che le nostre aziende possono mettere in campo, ma che, stante la domanda espressa ancora nel 2006, inducono ad un’attenta riflessione, in primis gli stessi soggetti pubblici, sulle grandi opportunità che si aprono nell’agroalimentare”, prosegue Grasso. “E non solo per il settore primario e derivati, se è vero che i prodotti della terra costituiscono l’apripista per un’altra attività centrale nella produzione di valore aggiunto della regione: il turismo, la cui competitività, specie nella Liguria occidentale resta bassa. Non è soltanto il rapporto del Word Economic Forum a confermarlo, bensì numero delle presenze e qualità di strutture e di servizi. Forse, stiamo davvero non valutando adeguatamente settori che oggi valgono dal 15 al 18% del Pil, pur tuttavia dalle ampie potenzialità di crescita, se si configurasse e quindi ponesse attuazione ad una strategia complessiva di interventi incentivanti”.
“Occorre, però, rimuovere i vincoli burocratici agli investimenti e nel contempo affrontare i nodi della sicurezza e della difesa dell’ambiente, senza i quali il binomio agricoltura-turismo incontreranno ulteriori difficoltà sul cammino dell’ auspicata ripresa. Il settore agroalimentare ha chiuso il 2007 con un dato negativo e che trova solo nell’export un buon sostegno per cui a maggior ragione potrà fronteggiare la concorrenza riorganizzando i processi produttivi e comprimendo i margini”.
Di qui, aiutati dal made in Italy alimentare apprezzato per le sue eccellenze e da una cucina ligure che trova sempre maggiori consensi a livello internazionale, il perseguimento di una politica di diversificazione, al cui centro sta la qualità del prodotto, attuabile attraverso la conquista di nuove nicchie di mercato in cui si intrecciano tradizione, innovazione e servizio. Rilevanza – lo dimostra lo stesso Salone Agroalimentare Ligure nelle precedenti tre edizioni – è da annettersi alle fiere sia in Italia che in altri Stai europei ed extraeuropei. E non soltanto alle manifestazioni coordinate dai soggetti pubblici, ma altresì alla partecipazione diretta delle imprese alle fiere campionarie e specializzate, da incentivare attraverso il credito d’imposta per gli investimenti in campagne promozionali all’estero”, conclude il presidente dell’ente camerale.

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