Politica

Regione, gli “Stati generali delle professioni sanitarie” per discutere i criteri di nomina nelle Asl

Regione. A seguito della notizia data nei giorni scorsi dai media locali di un inchiesta giudiziaria in corso, non si placano le rinnovate polemiche politiche intorno alle modalità di nomina di alcuni direttori generali delle ASL liguri. Dopo lo scontro avvenuto ieri mattina in Consiglio Comunale e la successiva richiesta da parte dello schieramento dei partiti di minoranza del centro destra della convocazione straordinaria di un consiglio monotematico che porti definitiva chiarezza sui casi più controversi, nel pomeriggio si sono intanto tenuti a Genova anche gli “Stati generali delle professioni sanitarie” convocati alcuni giorni fa dal presidente della Regione Liguria Claudio Burlando. In discussione all’ordine del giorno proprio la questione delle nomine ai vertici delle istituzioni sanitarie e della legge regionale 41/2006 che attualmente ne definisce la prassi, per avviare, è stato detto, il dibattito e il confronto diretto con gli “addetti ai lavori” su eventuali nuovi criteri in grado di garantire nelle scelte di manager e primari la necessaria trasparenza e il rispetto dei titoli di merito. Presenti oltre al presidente Burlando, all’assessore alla salute Claudio Montaldo e al direttore dell’Agenzia sanitaria regionale Franco Bonanni, i dodici direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliere liguri e i rappresentanti degli Ordini dei Medici, Farmacisti, Veterinari e Biologi.
“Si è trattata di una discussione molto lunga e interessante che ha messo in evidenza la bontà della legge regionale 41 sul riordino del sistema sanitario approvata nel dicembre 2006 che ha introdotto elementi di maggiore trasparenza per quanto riguarda le nomine e un maggiore ruolo dei clinici”, ha dichiarato al termine dell’incontro l’assessore regionale alla salute Claudio Montaldo. “A questo proposito – ha concluso Montaldo – abbiamo attivato una forte collaborazione con gli Ordini per lavorare insieme e farci affiancare da persone che possono portare l’esperienza anche di altri Paesi nell’individuazione di criteri di valutazione dei dirigenti e dei direttori in grado di offrire garanzie ulteriori di oggettività e trasparenza”.

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