Savona. Ammontano a 2-4 miliardi di euro i mancati introiti fiscali italiani dovuti al mancato transito di merci per i porti italiani nella direttrice Canale di Suez-Nord Europa. E’ quanto risulta da una ricerca dell’Università Bocconi di Milano commissionata da Porto di Savona, che ha acquistato due nuovi locomotori Bombardier per il collegamento con lo scalo ferroviario di San-Giuseppe Cairo sulla linea Savona-Alessandria.
“Se i porti italiani riuscissero a intercettare il traffico via nave che dal Canale di Suez sale verso i grandi porti di Rotterdam e Amburgo – ha commentato Roberto Tazzioli, presidente di Bomardier Transportation Italia – se ne ricaverebbero maggiori introiti fiscali stimati tra i 2 e i 4 miliardi di euro, oltre a un maggior risparmio di tempo che se ne ricaverebbe dal far viaggiare le merci su ferro”.
Lo scalo ligure ha movimentato 16,5 milioni di tonnellate di merci nel 2006 ed ha scelto di adottare la stessa locomotiva, realizzata nello stabilimento di Vado Ligure commissionata dalle Ferrovie Spagnole (Renfe Mercancias), dal gruppo Angel Trains, attivo nel leasing di materiale rotabile e da Nord Cargo (Ferrovie Nord Milano), appartenente alla linea di locomotori che ha superato in 15 giorni il test di percorrenza Pechino-Amburgo di 10 mila Km.
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