Immigrazione, Tar della Liguria: “valutare meglio la pericolosità sociale”

Liguria. Il Tribunale Amministrativo Regionale della Liguria ha invitato l’autorità di polizia ad “affinare la sua capacità di valutazione della pericolosità sociale degli immigrati” ed a fare un “ulteriore sforzo” riguardo alle pratiche per i permessi di soggiorno degli stranieri, per motivare in modo più completo i provvedimenti assunti al riguardo. Il richiamo è contenuto nella relazione del presidente del Tar della Liguria, Santo Balba, illustrato stamani alla inaugurazione dell’anno giudiziario ed ha un duplice obiettivo: quello di tutelare i cittadini che chiedono o rinnovano i permessi di soggiorno e risultino ormai inseriti socialmente, nonostante abbiano subito condanne per reati non gravi, sia per evitare che persone condannate per reati gravissimi possano ricorre vittoriosamente al Tar ed evitare l’espulsione. Sono molti i casi esaminati dai giudici amministrativi, ha detto il presidente, in cui non viene tenuto conto che, in base alle ultime sentenze della Corte Costituzionale, del Consiglio di Stato e di alcuni Tar, non è più automatico che chi ha condanne penali non possa ottenere il permesso, ma bisogna valutare appieno la pericolosità sociale o l’inserimento della persona. Secondo il presidente, l’autorità di polizia “dovrà tenere conto dei precedenti penali ostativi ma dovrà altresì considerare se sia sopravvenuto un inserimento sociale e familiare stabile dello straniero e formulare quindi un giudizio discrezionale circa l’attualità o meno della pericolosità sociale”.

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