[thumb:5867:l]Cairo Montenotte. Ervin Zela e Orges Goxhai, i due albanesi arrestati dai carabinieri per l’omicidio di Roberto Siri, il trentasettenne massacrato a calci e pugni davanti all’ospedale di Cairo, saranno interrogati domani dal giudice Emilio Fois. Sabato invece il magistrato ha ascoltato Samuel Costa, già accusato di lesioni aggravate per aver picchiato l’amico di Siri, Salvatore Tomaselli. I due immigrati ed il giovane italiano sono stati arrestati su ordine di custodia cautelare per concorso in omicidio aggravato. Resta ancora da arrestare il ricercato principale, l’albanese Arjan Quku, 22 anni, ritenuto l’autore materiale del mortale pestaggio, fuggito all’estero.
Samuel Costa, 22 anni, di Cairo, si è avvalso della facoltà di non rispondere. La sua versione, però, è nota: il giovane aveva già spiegato di essersi allontanato dalla discoteca B-Spider sulla macchina di un amico, poi di essere trasbordato sulla vettura di un altro amico che lo aveva accompagnato a casa; da qui al volante di una Fiat Punto verde si sarebbe diretto al bar per fare colazione: costretto a passare davanti all’ospedale, avrebbe assistito al pestaggio mortale. Zela, 28 anni, e Goxhai, 25 anni, sarebbero stati a bordo di una Bmw di colore nero insieme ad Arjan Quku. Goxhai, alla guida, avrebbe lasciato Quku, su sua richiesta, davanti all’ospedale San Giuseppe di Cairo, quindi avrebbe proseguito verso Millesimo. I due albanesi sostengono poi di non aver visto Costa né a Bragno né a Cairo.
Le affermazioni degli arrestati sono bisognose di riscontri. Gli stessi inquirenti hanno sottolineato il clima di omertà che circonda la vicenda ed hanno definito gli indagati “poco collaborativi”. Contraddizioni evidenti sarebbero inoltre emerse nei racconti raccolti dagli investigatori. Gli accertamenti tecnici e le analisi da parte del Ris sui reperti sequestrati dai carabinieri potrebbero presto fornire elementi più certi per la ricostruzione del caso.
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