[thumb:2529:l] Albisola Superiore. E’ stato giudicato “pericoloso” in quanto potrebbe provocare altri incidenti stradali e per questo è stato arrestato Alberto Chessa, il ventisettenne di Albisola accusato di omicidio colposo pluriaggravato per la morte di Roberto Salvaterra. Quest’ultimo era stato travolto dall’auto del giovane mentre viaggiava sul suo scooter all’altezza della Margonara. L’investitore si trova ora rinchiuso nel carcere di Sant’Agostino. Lo scorso 20 dicembre, all’epoca dello schianto mortale, era risultato alla guida ubriaco e sotto l’effetto di cannabis; non aveva neppure la patente, perché sospesa per una precedente guida in stato di ebbrezza.
A disporre la custodia cautelare in carcere è stato il giudice delle indagini preliminari Donatella Aschero, che ha accolto la richiesta formulata dal sostituto procuratore Alberto Landolfi, titolare dell’inchiesta. La condotta del ventisettenne è stata ritenuta di “elevata pericolosità” e, valutando gli episodi pregressi di cui si era reso protagonista il giovane, il gip ha preso in considerazione il rischio di “reiterazione di un reato della stessa indole”.
La morte di Roberto Salvaterra, 31 anni, capitano della squadra di calcio del Santa Cecilia, aveva diffuso un profondo sentimento di cordoglio a Savona, città dove l’uomo lavorava come dipendente della gioielleria Delfino. La sera dell’incidente, dopo un allenamento, sulla sua Vespa Gran Turismo 250 stava tornando a casa dalla moglie e dal figlioletto di appena un anno e mezzo, quando è stato travolto e ucciso dalla Rover di Alberto Chessa.
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