Albenga. “Resistenza Ligure in Piemonte, Ribelli, Rastrellamenti di gennaio 1945, Il boia di Albenga, Distaccamento De Marchi, Partigiani in Riviera, Bill un dianese speciale, Voltagabbana, Comandante Cimitero. L’eccidio di Testico”: scorrendone l’indice, sono questi i 9 capitoli che compongono “Bona né – VI Divisione d’assalto Garibaldi Liguria Silvio Bonfante” (Edizione AeC, Mondovì 2008), il libro che l’alassino Ferruccio Iebole presenterà oggi alle 21 all’auditorium San Carlo nell’ambito della rassegna “Incontri con l’autore” promossa dall’associazione culturale ingauna Librarsi. Qualche dubbio sul valore del volume dal punto di vista strettamente storiografico è stato avanzato ieri dal presidente Santo Ansaldi e dal direttivo dell’A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) della sezione di Leca il quale in una nota ha ritenuto “doveroso precisare che buona parte del fatti raccontati non trovano riscontro con la memoria storica vivente dei protagonisti e che lo stesso libro deve essere, pertanto, considerato un semplice `romanzo’ e non un libro storico”. Questione, quest’ultima, non certo marginale e spesso ricorrente nella pubblicistica locale in genere, nella quale le ragioni della “storia identitaria”, secondo il significato e le modalità più volte autorevolmente illustrate dallo storico Erich Hobsbawm, se da una parte animano talvolta vivaci e appassionati dibattiti chiarificatori dall’altra rischiano anche variamente di far velo al rigore della stretta analisi documentaria. Al di là delle questioni tecniche e metodologiche che, compresa quella assai sfuggente dell’involontaria “fallacia della memoria” dei testimoni, restano tema di discussione per gli storici di professione, le obiezioni mosse dall’A.N.P.I. di Leca al libro di Ferruccio Iebole probabilmente saranno approfondite e affrontate più informalmente già questa sera durante la presentazione di “Bona né” alla quale prenderanno parte, oltre all’attore Pino Ronco che leggerà alcuni passaggi significativi del volume, anche l’ex partigiano e direttore scientifico dell’Istituto storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Imperia Francesco Biga e il giornalista Romano Strizioli.
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