[thumb:1175:l]Savona. Un architetto savonese, già finito agli arresti per pedofilia lo scorso anno, è indagato dalla polizia postale italiana per aver scaricato tramite un programma di condivisione “peer to peer” un video di 10 minuti in cui le vittime sono bambini di due anni, sottoposti a violenze sessuali definite dagli investigatori “raccapriccianti”. L’indagine è partita da una segnalazione della polizia portoghese che, sotto copertura, era riuscita a recepire il filmato, “camuffato” tra le canzoni dei “Queen”, che i pedofili si scambiavano in rete.
L’operazione contro la pedofilia online è stata portata a termine tra l’Italia, la Turchia e il Portogallo dal compartimento polizia postale e delle comunicazioni “Veneto” che ha indagato in tutto sedici persone e chiuso un sito internet. Gli inquirenti, oltre al savonese, hanno identificato fra gli altri anche un medico chirurgo di Pordenone, un commerciante torinese e un ufficiale della guardia costiera.
L’inchiesta, coordinata dal pm Massimo Michelezzi e supportata dal nuovo Centro nazionale per il contrasto per la pornopedofilia online, è stata sviluppata in una complessa attività di indagine svolta dalla polizia italiana con i colleghi portoghesi e turchi, attraverso il coordinamento del Servizio per la cooperazione internazionale.
I pedofili coinvolti nell’indagini utilizzavano sistemi di condivisione “peer to peer”, che consentono di entrare in comunicazione in tempo reale e inviare/ricevere file con utenti di tutto il mondo, per scambiarsi filmati di violenze sessuali su bambini.
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