Cronaca

Savona, pedopornografia: trentenne indagato respinge le accuse

Polizia Postale

[thumb:1175:l]Savona. Tra gli indagati dell’inchiesta sullo scambio di materiale pedopornografico condotta dalla Procura di Catania c’è anche il savonese P.D., di 30 anni. E’ accusato di aver divulgato attraverso Internet filmati contenenti abusi sessuali su minori. Gli agenti di polizia hanno svolto nei giorni scorsi una perquisizione nell’alloggio dell’uomo, nella zona di piazzale Moroni, sequestrando tre personal computer, circa trecento tra dvd e cd e altri supporti per la memorizzazione di dati. P.D. ha dichiarato di essere completamente estraneo allo scambio di file pedopornografici ed ha invitato gli investigatori a controllare posta elettronica e documenti memorizzati nel pc. L’uomo, che non ha alcun precedente, si è detto sbigottito del provvedimento. Al di là del materiale informatico, nell’abitazione gli inquirenti non hanno trovato nulla (scritti, foto o videocassette) di illecito o proibito. Il materiale e i supporti tecnologici, invece, sono ora al vaglio della polizia postale.
L’inchiesta che ha coinvolto il savonese è stata coordinata dal Centro nazionale di contrasto della pedopornografia online (Cncpo) di Roma Tuscolano. Le indagini sarebbero state svolte con l’impiego di software che ricercano i file illeciti, quelli che circolano in rete e che vengono “cammuffati” in altri file.
Sotto copertura, la polizia postale di Catania, si è introdotta nel network di “peer to peer” conosciuto come “Direct connect” attraverso il nuovo programma Idc++. Venivano diffusi e scambiati video di pornografia minorile, con filmati che riprendevano abusi anche a su bambini in tenera età. Le altre città interessate dalle perquisizioni sono state Milano, Pistoia, Napoli, Foggia, Macerata, Vibo Valentia, Terni e Bologna.

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