[image:5345:c:s=1]
Ore 10,30, venerdi’, primo giorno di febbraio, piazza del Popolo a Savona, casse automatiche per il pagamento del posteggio, due individui, dall’aspetto prestante e sicuro di se’, carnagione scura, sono appostati davanti al gabbiotto della cassa automatica dei parcheggi.
Uno dei due, piu’ giovane, chiede i soldi in uno stentato italiano, l’altro adulto, con una cicatrice in viso, sta appoggiato alla rete metallica fumando una sigaretta, sembrano proprio due “bravi” di manzoniana memoria.
Tutti gli utenti, indistintamente, che vanno a pagare a questa cassa, subiscono la richiesta di un vero e proprio “pizzo”. E’ molto chiaro ed evidente, l’atteggiamento intimidatorio del tipo nerboruto appoggiato alla rete, che appare come il cattivo della coppia, l’altro quello buono e’ quello che parla, in contrasto con il silenzio minaccioso del suo compare.
Questi fatti sono di prassi in questa zona, ma purtroppo c’e’ di piu’: gli addetti al parcheggio, che stanno riparando una sbarra a pochi metri di distanza, un uomo e una donna corpulenta, pare che non vedano cio’ che succede e quindi non intervengono; un agente della polizia municipale e’ troppo intento a fare contravvenzioni, una decina circa, per omessa esposizione del disco orario, a circa 30 passi di distanza, e anche lui pare non accorgersi dei due teppisti; dopo aver scattato una foto alla coppia di “esattori del pizzo”, mi reco dai carabinieri, che sono a pochissima distanza. Purtroppo neppure in quel luogo ricevo delle risposte adeguate.
La morale della favola e’ che i due rom continuano a chiedere il pizzo a chi paga gia’ il posteggio, continuano a minacciare , non in modo esplicito, chi non paga questa piccola odiosa tangente, gli addetti del parcheggio sono molto distratti e non vedono, la polizia municipale e’ troppo impegnata e sulla mia visita ai carabinieri preferisco stendere un velo pietoso.
Roberto Nicolick
Consigliere Gruppo Misto Provincia di Savona