[thumb:3327:l]Pietra Ligure. La protesta dell’RSU del Santa Corona contro il piano sanitario regionale arriva al Festival di Sanremo. Per il 25 febbraio, infatti, medici, infermieri e personale sanitario andranno a manifestare con tanto di maglietta durante la kermesse canora e promettono di rimanere anche nei giorni successivi, compresa la serata conclusiva, pur di raggiungere l’obiettivo di ottenere visibilità a livello nazionale: “per poter far conoscere anche al di fuori dei confini liguri, la preoccupazione circa il futuro del Santa Corona di Pietra Ligure e della garanzia di risposta nell’ eccellenza e nell’emergenza ai bisogni di salute dei cittadini”, si legge nel volantino sindacale.
La RSU dell’ospedale pietrese non è stata convinta dalle parole pronunciate dall’assessore alla salute Claudio Montaldo durante la recente conferenza dei sindaci che si è svolta a Savona, e in un comunicato afferma: “La riorganizzazione della rete ospedaliera, che la Regione porta avanti, procede senza un contestuale sostegno ed implementazione del DEA di 2° livello, nonostante tutte le affermazioni di non voler depotenziare con la deaziedalizzazione l’ospedale Santa Corona. Gli emendamenti di cui potrebbe essere oggetto il nostro ospedale, in sede di discussione consiliare -prosegue la nota -, quali l’attivazione del Trauma Center, in tempi più brevi dei previsti 3 anni , ed il supporto dell’ Elisoccorso ad Albenga, rimangono intendimenti futuri e privi di concretezza: al contrario l’attualità contingente è la previsione, non dichiarata pubblicamente, di uno stanziamento di risorse a bilancio 2008 inferiore a quello del 2007”.
E nell’esprimere ufficialmente solidarietà ai componenti del “Comitato di salvaguardia della salute del Ponente ligure” che hanno subito minacce e intimidazioni nelle loro azioni di difesa dell’autonomia del Santa Corona, l’RSU risponde alle critiche sollevate sulle iniziative di protesta: “La disponibilità all’ integrazione è sempre stata manifestata con atti concreti da tutti i dipartimenti dell’ospedale ed è tutt’oggi operativa, nessuno può accusare i lavoratori del Santa Corona di essere arroccati sul fortino. Lavoratori che chiedono garanzie precise rispetto ad annunciate liste di mobilità, che lamentano la possibilità di calo dei livelli occupazionali futuri, che si oppongono al blocco delle assunzioni, che rivendicano la revisione dei modelli organizzativi ed il rispetto dei protocolli firmati dalla Regione con le organizzazioni sindacali di categoria a livello regionale”.
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