Il barbaro assassinio di Roberto Siri avvenuto a Cairo Montenotte la notte di sabato scorso ad opera di un pregiudicato albanese è un ulteriore e tragico esempio di come la situazione sicurezza in Italia, e in Liguria, stia drammaticamente degenerando. La crudeltà, la ferocia, i futili motivi scatenanti con cui è avvenuta l’aggressione lasciano senza parole, sono estranei alla nostra cultura ed esigono, finalmente, delle risposte adeguate.
Occorre che le autorità e tutti quelli che hanno competenza in materia si concentrino su questo problema e, per una volta lasciando da parte il “buonismo”, si impegnino a far rispettare rigorosamente le leggi facendo piazza pulita di questa marmaglia, extra comunitaria o neo comunitaria, giunta nel nostro Paese con il solo scopo di delinquere approfittando del lassismo di leggi e sistemi. Non passa giorno che le pagine di cronaca locale dei giornali non siano costellate di notizie di reati, sia contro la persona che contro il patrimonio, compiuti da non Italiani, da non Liguri.
A proposito avete mai provato a passare di notte sul Lungo Centa o sotto l’Ospedale di Albenga? Quella è diventata Terra di Nessuno, o meglio terra di violenti e balordi non certo nostrani, un palese simbolo di quello che sono diventate le nostre città grazie al lassismo di molti di quelli che ci hanno governato in questi anni. Penso che la misura sia più che colma, abbiamo lasciato che la nostra Terra sia in balia di chiunque voglia venire a portare la sua barbarie nel disprezzo delle nostre leggi e della nostra cultura.
Usare il pugno di ferro quando è necessario non è vergognoso, non è degradante, non è barbarie è anzi un forte segnale di civiltà, che rende a tutti i cittadini rispettosi delle leggi e degli altri il proprio diritto alla libertà, libertà di girare per il proprio paese a qualsiasi ora del giorno e della notte senza paura.
A quante altre morti come quella di Roberto Siri dovremo assistere prima di arrivare ad
un rigoroso cambio di tendenza?
Roberto Avogadro