Cronaca

Più persone hanno pestato a morte Roberto Siri

Roberto Siri, Cairo Montenotte

[thumb:5358:l]Cairo Montenotte. Sono state più persone ad uccidere Roberto Siri (nella foto), l’artigiano di Cengio ucciso a calci e pugni davanti all’ospedale di Cairo. E’ quanto emerge dall’esame autoptico effettuato oggi sul corpo del 37enne, il cui responso è stato consegnato al procuratore capo di Savona Vincenzo Scolastico, che coordina le indagini assieme al sostituto Ubaldo Pelosi.
Secondo l’autopsia del prof. Francesco Ventura, dell’istituto di Medicina Legale di Genova, durata circa tre ore, la morte sarebbe stata provocata dalle gravissime lesioni encefaliche. La vittima presentava diverse lesioni facciali, al naso e sulla base cranica, oltre a varie fratture sul resto del corpo.
L’esame autoptico ha quindi confermato quanto già sospettato dagli inquirenti, che ora sono sulle tracce degli altri due albanesi che avrebbero partecipato al pestaggio mortale. Resta indagato per concorso in omicidio Samuel Costa, il 22 enne italiano che avrebbe accompagnato l’albanese Quku (l’unico al momento indagato e ricercato all’estero per omicidio aggravato) sulla scena del delitto, davanti al nosocomio cairese.
Il procuratore della Repubblica di Savona, Vincenzo Scolastico, ha rivolto un appello a tutti gli abitanti della Valbormida “affinché chi avesse subito minacce o pestaggi senza alcun motivo si presenti al più presto in Procura o dai carabinieri per denunciarli”. “Le loro testimonianze potrebbero essere utilissime per poter rintracciare gli aggressori di Siri” ha detto il procuratore. Per domani sono attesi ulteriori sviluppi all’indagine.
Intanto, sono stati fissati per venerdì pomeriggio alle ore 15, nella chiesa parrocchiale di Santa Barbara a Cengio, i funerali di Roberto Siri.