[thumb:5148:l]Vado Ligure. Il progetto Maersk per Vado Ligure e l’esito della consultazione che lo ha riguardato sono stati affrontati nella seduta di ieri dal consiglio regionale. Il presidente della Regione, Claudio Burlando, ha affermato la necessità di andare avanti con la piattaforma container preservando la vivibilità della cittadina vadese. “Ora c’è il problema di Vado Ligure e del referendum in cui ha prevalso il no alla nuova piattaforma – ha detto Burlando – Credo che l’esito reale della consultazione dovrà essere di andare avanti nell’intervento aumentando il più possibile le opere che mitighino il suo impatto ambientale. Questo anche perché Maersk ha vinto una gara pubblica e come le vicende del porto di Genova dimostrano, non bisogna intervenire a posteriori”.
La Maersk Line ha avviato un piano che riduce il 10% dei posti: 2 o 3 mila unità su 25 mila addetti. A Genova, dove si è radicata, la compagnia occupa più di 300 lavoratori e c’è la preoccupazione che le riduzioni riguardino anche la sede genovese. Lo ha sottolineato in consiglio regionale Ubaldo Benvenuti, dell’Ulivo.
“Ricordo che a causa dell’applicazione rigida della legge Bossi Fini sull’immigrazione che impedisce ai suoi tecnici extracomunitari di lavorare in Italia, la Maersk voleva ridurre e concentrare le sue attività su Milano. L’apertura del prefetto a un’applicazione meno rigida della legge e l’impegno del Comune nel mettergli a disposizione spazi per gli uffici ai Magazzini del cotone, aiutarono Maersk a concentrare la sua attività a Genova” ha replicato Burlando, che ha aggiunto: “Lavoreremo insieme al sindacato per scongiurare eventuali nuovi tagli di manodopera e per recuperare i tagli già effettuati: tra l’altro si tratta di professionalità che non va dispersa. Per questo abbiamo già chiesto ad altre aziende di rioccupare questi giovani”.
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