[thumb:3011:r:t=La caserma Turinetto di Albenga]Regione. Nuovo passo avanti per il recupero e il riutilizzo delle ex strutture militari in Liguria, prima regione italiana ad aver avviato un processo unitario con l’Agenzia del Demanio e gli enti locali del territorio. Oggi, a Genova, nel corso di un incontro con il presidente della giunta regionale Claudio Burlando e il direttore dell’Agenzia del Demanio Elisabetta Spitz e l’assessore ai Lavori Pubblici Bianca Maria Berruti, la Regione Liguria ha consegnato all’Agenzia del Demanio gli indirizzi – il cosiddetto “Quadro delle suscettività d’uso e delle compatibilità urbanistiche e ambientali”- che dovranno guidare le future ipotesi di valorizzazione dei beni demaniali ex militari compresi nel Programma Unitario di Valorizzazione della Liguria (PUV ). Sempre oggi, l’ Agenzia del Demanio, con la sottoscrizione di un contratto, ha affidato lo studio di fattibilità al gruppo RTI- ATI Scenari Immobiliari composto da Studio Viziano, Studio Leone-Torrani e Words.
Le trasformazioni in spazi di interesse sociale, espositivi, commerciali, culturale dei siti da valorizzare riguardano diversi comuni liguri. In provincia di Imperia i siti sono: la Caserma Pellizzari di Vallecrosia, la caserma Revelli di Taggia, la caserma Camandone di Diano Castello, il Sistema dei Forti del Colle di Nava, nel comune di Pornassio.
Nel Savonese, i beni destinati a rientrare nel piano di sviluppo e riqualificazione del territorio interessano sopratutto la città di Albenga dove saranno riconvertite le caserme Turinetto e Piave, il deposito munizioni Terra Coniglio e il poligono TSN. Nel resto della Provincia il piano prevede la riconversione del sistema dei forti del Passo del Giovo, nei comuni di Pontinvrea, Sassello e Stella.
Tre le strutture del Genovesato, tutte nel capoluogo: il Forte Castellaccio, la caserma Gavoglio e la caserma Pilo.
Nello Spezzino l’elenco comprende la Batteria Valdilocchi e la caserma Gandolfo alla Spezia, l’ex batteria Forte Bastia e Buon Viaggio di Vezzano Ligure, il Forte Pianelloni di Porto Venere
Con gli indirizzi sulle future trasformazioni i comuni e le Province sedi degli immobili potranno delineare la riutilizzazione dei diversi siti in modo condiviso e legato alle necessità e ai bisogni dei territori e delle comunità locali.
Il “quadro” è il frutto di un’intensa fase di confronto, durata circa tre mesi, che ha visto la Regione Liguria coordinare tutti e i comuni interessati e le quattro Province. Risultato: uno schema di riferimento che ha la funzione di orientare non solo le decisioni di trasformazione o modificazione urbanistica delle aree ricomprese nel PUV Liguria, ma anche quella di costituire la base per agevolare la futura cooperazione tra tutti i soggetti interessati, pubblici e privati, in modo da favorirne la mobilitazione per centrare gli obiettivi prefissati.
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