Lettera al direttore

Il centrodestra e la questione sicurezza in Valbormida

L’inerzia di un sistema giudiziario inefficiente, è la principale causa di una tragedia su cui c’è certamente da riflettere. Ancora una volta si evidenzia la necessità di un controllo capillare sul territorio. Al dolore di una famiglia valbormidese, si affianca quello di un’intera comunità ed a questo proposto il centro-destra comunica che si farà promotore dell’iniziativa per la chiusura di un’ora di tutte le attività commerciali della Valbormida in occasione del funerale della giovane vittima.
Difetti strutturali connaturati ad una politica nazionale buonista e lassista, i cui effetti sono sotto gli occhi di tutti, hanno certamente prodotto una frattura in seno alla comunità locale.
Sarà fondamentale non perdere di vista, a seguito di questo efferato delitto, il vero problema alla base di questo ennesimo episodio di violenza: il sistema giudiziario è incapace di garantire LEGALITA’, SICUREZZA e soprattutto CERTEZZA DELLA PENA, pilastri questi, che rappresentano i fondamenti di ogni società democratica.
Risulta troppo facile addebitare alle forze dell’ordine la responsabilità di questi avvenimenti, quando tutti possono constatare che le forze dell’ordine, rischiando spesso la vita, dopo aver arrestato un “DELINQUENTE”, se lo ritrovano rimesso immediatamente in libertà pronto alla loro derisione forte di una” sorte di impunità” che sgomenta i cittadini.
L’auspicio di tutti noi è, allora, quello che le forze dell’ordine siano messe in grado di controllare il fenomeno dell’ immigrazione clandestina evidenziando, pertanto, la necessità di un controllo capillare su tutto il territorio valbormidese, da parte delle stesse ed aumentandone l’organico che riteniamo insufficiente per fronteggiare i sempre più frequenti episodi di criminalità.
Il centro-destra è solidale con le forze dell’ordine ed è ben conscio delle difficoltà quotidiane che incontrano nello svolgimento delle loro mansioni che richiederebbero ben altre risorse.
La sinistra in 18 mesi di governo, caldeggiando il concetto dell’immigrazione libera, si è dimostrata sorda alle istanze della gente senza dare risposte riguardo al problema della sicurezza ed ha trasformato il nostro paese nell’eldorado della criminalità organizzata. Abbiamo tutti ben presente gli assurdi provvedimenti adottati dal centro-sinistra nei confronti della sicurezza.
Riteniamo, perciò, necessaria una verifica accurata del reddito degli immigrati, unitamente ad un controllo capillare dei contratti di affitto, per verificare la congruità dell’alloggio di chi li ospita ed in presenza di eventuali problemi di sovraffollamento, non concedere il permesso di soggiorno.
La maggior parte dei clandestini sfruttando l’ormai nota questione dell”ospitalità” entrano regolarmente in Italia con permessi di soggiorno di 90 giorni, appoggiandosi all’alloggio di amici o conoscenti, salvo poi, alla scadenza dei tre mesi, rifiutarsi di rientrare nel Paese di origine dandosi alla clandestinità.

Casa delle Libertà, Cairo Montenotte