Provincia. Gianmario Massazza, vice segretario della FIMMG, svolge alcune considerazioni sul rapporto tra Distretti Sanitari, Centri Salute e medici di medicina generale. “Concettualmente sono d’accordo con Diego Calcagno della CGIL Funzione pubblica quando esprime criticità sui Distretti Sanitari e sulla Guardia Medica anche perché in questo momento mi trovo a rappresentarli in qualità di Presidente del Distretto Sociosanitario Finalese – dice Massazza – Concretamente però non vedo l’intenzione da parte del sistema sanitario di investire tangibilmente sul territorio come promesso da lungo tempo. Nel nostro sistema aziendale non abbiamo segnali di spostamento di risorse sia finanziarie che umane verso il distretto, quando queste sono orientate storicamente sui dipartimenti. Ed allora ritengo giusta una forte presa di posizione di chi crede nell’integrazione sociosanitaria per la reale nascita dei distretti sanitari ma non condivido l’idea di chi considera le medicine di gruppo, organizzate sia nei Centri Salute che in altro modo, fuori dal sistema distrettuale. Solamente grazie alla libera iniziativa dei Medici di Famiglia, che si sono assunti in prima persona il rischio d’impresa, è nata una continuità assistenziale H12, è aumentata la fruibilità dei servizi in modo continuativo da parte degli utenti ed in parte è stata sburocratizzata la nostra professione, come indicato dal Ministero e dalle Regioni”.
“È vero – precisa Massazza -, per un servizio di continuità assistenziale H24 la Guardia Medica attuale è inutile e avvilente per i nostri colleghi. A questo proposito la FIMMG Nazionale nel 2007 ha proposto una rinascita e una nuova ri-organizzazione della Medicina Generale dove tutti i medici delle Cure Primarie facciano parte di un’unica unità operativa con compiti specifici ma integrati. Solo allora i medici di guardia e di emergenza avendo accesso in rete ai dati dei pazienti e collaborando direttamente con i medici di famiglia potranno veramente dare una continuità assistenziale al cittadino. Se lo Stato o le aziende non vorranno o non saranno in grado di investire nei distretti siamo pronti a dare risposte anche sulla logistica delle sedi di Guardia perché una continuità assistenziale non può prescindere dalla vicinanza e dalla integrazione di tutti gli operatori, in primis i medici di famiglia”.
Più informazioni