Politica

Albenga, è scontro politico sulla questione sicurezza

[thumb:1114:l]Albenga. Partirà a breve il bando provinciale per la gara d’appalto relativo all’installazione aggiuntiva dei servizi di videosorveglianza che nei prossimi mesi interesserà alcune zone ritenute, “con particolare riferimento all’andamento della delittuosità”, più a rischio nei Comuni di Albissola Marina, Albisola Superiore, Savona e Albenga. I tempi cronologici e le tappe precise non sono, per la verità, ancora del tutto chiare nei dettagli ma, nel quadro di quanto previsto dalla legge regionale 28/2004, la misura rientra comunque tra quelle coperte finanziariamente dai 295.000 euro stanziati nel 2007 dalla Regione per la provincia e contemplate dal “Patto Territoriale sulla Sicurezza” siglato il 19 dicembre dello scorso anno tra Regione Liguria, Prefettura, Provincia e Comune di Savona (firmatari l’assessore regionale alla sicurezza urbana Claudio Montaldo, il prefetto savonese Nicoletta Frediani, il vicepresidente della Provincia di Savona Lorena Rambaudi e il vice sindaco di Savona Paolo Caviglia).
Il “Patto Territoriale sulla Sicurezza”, che prevede anche “un incremento dei servizi interforze in quelle aree che, per la complessità della situazione territoriale e per la compresenza di fenomeni di criminalità e illegalità diffusa, richiedono un approccio integrato alla risoluzione di problemi emergenti”, recepisce, come si legge nel documento stesso, le indicazioni della “Consulta regionale per la sicurezza urbana e del territorio ligure”, nonché il “quadro di iniziative coordinate tra lo Stato e gli Enti locali, al fine di assicurare un più elevato livello di risposta alla domanda di sicurezza proveniente dalla società civile” emerso attraverso la stipula del “Patto per la sicurezza” (20 marzo 2007) tra il Ministro dell’Interno e il Presidente dell’A.N.C.I. (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e, per analogia, le relative indicazioni riguardanti le cosiddette città metropolitane (in particolare, il modello di riferimento principale è, con molta evidenza, il “Patto per Genova sicura” siglato nel giugno 2007).
Di durata annuale, il “Patto Territoriale sulla Sicurezza” sottoscritto a Savona prima che con l’omicidio del giovane artigiano di Cengio Roberto Siri in provincia venisse, per così dire, negativamente alla ribalta della cronaca il “caso Valbormida”, ha individuato le principali aree di intervento per il 2008 attraverso un’analisi comparativa della situazione locale e delle statistiche a quella data disponibili, analisi dalla quale è, tra le altre cose, “emerso che un importante fattore che sta incidendo profondamente sulla ‘percezione della sicurezza’ può essere individuato nell’aumento dei furti, delle rapine, degli incendi dolosi di autovetture e dei danneggiamenti dei beni pubblici in genere”, tutti aspetti, questi, ad Albenga causa di un lungo e continuo aspro confronto per molti versi ormai cristallizzato su opposte posizioni ma che ha puntuali fiammate tra le forze della minoranza di centro destra e la maggioranza di centro sinistra che amministra la città ogni qualvolta si verificano nuovi episodi di microcriminalità.
Uno dei punti di maggiore attrito tra i due schieramenti rimane quello della valutazione d’insieme della situazione ingauna in fatto di sicurezza “reale” e “percepita” che, com’è più o meno noto, sono aspetti strettamente intrecciati ma tuttavia distinti. Se la minoranza continua ad accusare l’amministrazione di sottovalutare l’entità, l’intensità e il significato dei fenomeni di criminalità che avvengono ad Albenga, la maggioranza a sua volta reputa politicamente strumentali gli attacchi e le analisi critiche avanzate dai partiti di centro destra sulla questione sicurezza. Tra le voci più cariche, quella della Lega Nord che con la sua capogruppo in consiglio Rosalia Guarnieri ha anche più volte ipotizzato, come pure in occasione dei furti avvenuti nella frazione di Bastia in queste ultime ore, l’istituzione di ronde notturne formate da cittadini. Questa idea ha sempre ricevuto una netta opposizione da parte del centro sinistra ma non sembrerebbe, almeno finora, avere mai trovato particolari consensi nemmeno tra i partiti di centro destra i quali, tuttavia, anche nell’incontro pubblico sulla sicurezza in città promosso da Alleanza Nazionale, Forza Italia, Lega Nord e La Destra lo scorso venerdì all’auditorium San Carlo oltre a rinnovare un comune giudizio fortemente negativo sull’attuale situazione ingauna e sulle responsabilità attribuite alla giunta Tabbò, hanno insieme avanzato come soluzione ai problemi, in particolare la necessità di una intensificazione della videosorveglianza, una maggiore presenza coordinata sul territorio delle forze dell’ordine e l’istituzione di una commissione permanente sull’ordine pubblico e la sicurezza in modo, evidentemente, da poter ottenere per la minoranza stessa un maggior peso nelle scelte.
La questione delle “ronde”, com’è facile prevedere, non potrà andare oltre lo scambio di qualche battuta polemica e rimane difficile ipotizzare nelle prossime settimane, per il radicalizzarsi delle opposte visioni, qualche forma di dialogo e convergenza tra maggioranza e minoranza sugli altri punti in discussione.

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“Per quanto riguarda la videosorveglianza – spiega ad IVG.it il sindaco Antonello Tabbò – abbiamo già ottenuto, e l’ho già detto più e più volte, di essere inseriti nel ‘Patto per la sicurezza’ e quindi c’è una risposta già immediata. Inoltre abbiamo un rapporto, diciamo, franco e stretto con le organizzazioni dei commercianti anche per coordinare insieme delle iniziative; abbiamo puntualizzato ai vari commercianti che la Finanziaria di quest’anno porta un credito di imposta fino a tremila euro per l’istituzione nei vari negozi di videosorveglianza, perché bisogna anche fare ognuno la propria parte, mettere anche le forze dell’ordine, che stanno facendo il possibile, in condizione di intervenire. È chiaro, un maggiore coordinamento certamente serve; di questo ne abbiamo parlato con il Prefetto e c’è la bozza di un ‘patto sulla sicurezza’ anche su quello che sostanzialmente serve proprio per strutturare meglio e per coordinare meglio gli interventi sul territorio”.
I dati sulla criminalità ad Albenga continuano intanto ad essere motivo di scontro. “I dati dicono che i furti in provincia sono in forte aumento e che i due terzi avvengono nel territorio albenganese”, afferma oggi sull’onda degli ultimi furti avvenuti a Bastia il coordinatore cittadino della Lega Nord Rosy Guarnieri, la quale ha anche in più occasioni sottolineato di ritenere che le statistiche dei fenomeni criminosi in sé abbiano valore relativo “in quanto non tengono conto della differenza tra i reati subiti dai cittadini e quelli effettivamente poi denunciati”. Di diversa opinione il centro sinistra secondo il quale i dati a loro disposizione indicherebbero per Albenga un trend complessivo in decrescita: “È volere assolutamente strumentalizzare – ribatte il sindaco – D’altronde abbiamo i dati di quanto erano i furti precedentemente e di quanto sono adesso: non è così. Non credo che faccia il bene della città e dei commercianti in particolare continuare a fomentare questo tipo di paura; noi dobbiamo cercare la sicurezza ma non dobbiamo fomentare le paure e una delle effettivamente risposte migliori è appropriarsi il più possibile della città. La questione sicurezza, che è un problema di tutti e non solo di Albenga, in cui ovviamente essendo una città lo è di più che nei ‘paesini’ e lo è meno di grandi città perché è tutto in scala, ebbene non deve essere strumentalizzata, perché ripeto, è un problema di tutti”, ribadisce il sindaco Antonello Tabbò chiarendo ad IVG.it il suo punto di vista.
“Sostengo che qua, e io per primo lo dico e lo ribadisco – prosegue Tabbò su questo punto – di denunciare tutti i reati perché è giusto che sia così perché le forze dell’ordine abbiano un quadro ben preciso anche a costo magari come da ‘Italia Oggi’ di essere la 102esima in termini di sicurezza come Savona [il riferimento è al “Rapporto 2007 sulla qualità della vita” presentato lo scorso dicembre, NdR], ma questo vuol dire anche che è meglio denunciare che essere rassegnati. Noi non dobbiamo essere rassegnati, come non è vero che i reati non vengono denunciati: poi, ovviamente scatta il discorso del meccanismo legale, sono state prese, per esempio, almeno due delle persone che hanno spaccato dei vetri lungo il Centa come sono stati presi coloro che hanno fatto i vandalismi nelle scuole e lì abbiamo già detto che ci costituiamo parte civile. Quindi vediamo di non caricare delle colpe pensando che qualcuno possa avere delle bacchette magiche. C’è effettivamente una delinquenza che va assolutamente controllata e c’è [a livello nazionale] necessità di leggi puntuali ed efficaci, certezza della pena eccetera. In quest’ottica – conclude Tabbò – io sono disposto a collaborare con tutti, fermo restando che l’impegno delle forze dell’ordine è forte, importante, hanno raggiunto ottimi risultati, di questo gliene do assolutamente atto come do atto alla nostra polizia municipale di stare facendo il possibile. Non si risolve la situazione gridando ‘al lupo al lupo’ ma ragionando, se possibile, insieme ma senza preconcetti”.

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Anche la proposta lanciata il passato venerdì da FI, AN e Lega della costituzione di una commissione comunale mista sulla sicurezza, stando alle parole del sindaco, sembrerebbe una cosa tutt’altro che semplice da concretizzarsi e non proprio all’ordine del giorno. “Per quanto riguarda la commissione – commenta Tabbò ad IVG.it – se questo significa che c’è un’emergenza sicurezza come troppe volte strumentalizzato, allora non posso accettare un ragionamento in questi termini, al di là del fatto, è ovvio, che la sicurezza è una priorità. Quindi, se l’intento è quello di far polemica la risposta è ‘no’; se viceversa il discorso di una commissione sicurezza serve per coordinarci, per ragionare con la minoranza, io sono sempre per il dialogo e figuriamoci se non lo sono anche su questo. Ma deve essere fatta chiarezza e peraltro io non ho ancora avuto alcuna richiesta ufficiale”.
Un’altra questione spesso sollevata con forza dalla minoranza, in particolare dalla Lega e dal coordinatore cittadino di Alleanza Nazionale Angelo Barbero che lo ha addebitato anche all’indebolimento della cosiddetta legge Bossi-Fini, è quella dell’immigrazione clandestina e delle sue possibili ricadute in fatto di sicurezza anche in ambito ingauno. Su questo il sindaco di Albenga rimane cauto nel suo giudizio, sottolineando soprattutto gli aspetti di carattere nazionale: “Non so quanto il problema della sicurezza sia da addebitare agli extracomunitari; è comunque notizia di questi giorni – dice – che sono sbarcati circa 800 o 750 clandestini; qui dobbiamo chiarirci con la Comunità Europea eccetera e ho già a suo tempo stigmatizzato che siano state aperte in questa maniera le frontiere con i paesi che sono entrati a far parte della Comunità Europea e, per inciso, sottolineo che se coloro che hanno fatto le trattative per l’entrata, e non mi risulta che ci fosse il centro sinistra all’epoca, avessero evocato la moratoria dei flussi fino al 2009 queste frontiere sarebbero state ancora non soggette al trattato di Schengen”, aggiunge polemicamente Tabbò.
Sulla stessa linea anche la risposta del sindaco sul fatto che Albenga e il territorio ingauno siano stati indicati come uno dei crocevia per il traffico di droga nel ponente, con conseguenti ricadute anche per quanto riguarda il fenomeno dello spaccio di stupefacenti. “Sicuramente c’è troppa droga, sicuramente è uno dei posti dove c’è troppa droga ed è ovvio che essendo una città ed essendo in una posizione particolare Albenga è più soggetta di altre a certe tensioni. Su questo non c’è dubbio ma non è che per questo dobbiamo necessariamente, ripeto, crearci delle paure immotivate; dobbiamo reagire il più possibile, attraverso gli strumenti che ci sono e attraverso la sinergia con le forze dell’ordine”.
“Io – prosegue il sindaco – so di importanti iniziative e indagini che stanno attuando le forze dell’ordine e quindi credo anche che debbano essere lasciati lavorare con calma. L’aumento delle droghe in tutta Italia e in tutti i Paesi dell’occidente è una realtà che deve preoccupare tutti ma non capisco perché debba preoccupare o impaurire e far sì che altri abbiano paura di venire ad Albenga come se, ripeto, Albenga fosse un posto dove i criminali vagano tranquilli con pistole, con fucili o con scimitarre; non è così, è una falsa immagine di Albenga”.
Così conclude Tabbò: “Il problema necessita un fronte comune e quindi torno al discorso di prima: se questa è la logica di ragionare, io sono sempre d’accordo ma non perché dobbiamo prendere esempi da qualcuno ma perché bisogna dialogare insieme su alcuni grandi temi; uno di questi è la sicurezza ma lo è per tutto il mondo occidentale e non si risolve alzando dei muri che assolutamente non servirebbero a nulla o mettendo delle norme che ovviamente non sono quelle che verranno rispettate da coloro che vengono qua a delinquere, perché quelli fanno un’altra strada”.

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