[thumb:5736:l]Alassio. Dopo che il Commissario Europeo alla Salute pubblica, Markos Kyprianou, ha evidenziato come, a proposito della macellazione islamica, in Italia ci siano delle inadempienze nell’applicazione della legislazione comunitaria in vigore, la Lega Nord Liguria sezione di Alassio chiede alle autorità competenti ed in particolare all’assessore regionale alla sanità di intensificare i controlli per impedire l’uccisione di animali al di fuori dei mattatoi e senza il rispetto delle leggi.
“Ci risulta che in provincia di Savona – afferma il segretario della Lega Nord di Alassio, Dino Barbero, tra l’altro guardia zoofila dell’Enpa – sempre più frequentemente e non solo in concomitanza con le principali festività islamiche si effettuino delle macellazioni al di fuori dei mattatoi senza il rispetto dell’obbligo di stordire gli animali, maiali, pecore, capre, prima dell’uccisione”.
L’ex sindaco e senatore Roberto Avogadro ricorda che “se è vero che all’interno dei mattatoi, per motivi religiosi, si possa derogare all’obbligo di stordire gli animali prima dell’uccisione, questo è assolutamente vietato quando la macellazione avviene al di fuori dei macelli, anche a fini di consumo privato e a noi risulta che questa pratica sia diffusa e in crescita, ad esempio ad Albenga, anche in conseguenza di un certo lassismo in materia”.
“All’assessore regionale alla sanità – aggiunge Dino Barbero – chiediamo di far intensificare i controlli, sia per evitare crudeltà e inutili barbarie ai danni di poveri animali ma anche nell’interesse dell’igiene pubblica. Chiediamo inoltre che quando carni provenienti da questo tipo di macellazione siano destinate alla vendita, crude o sotto forma di kebab, sia chiaramente ricostruibile la filiera che le ha portate dall’allevamento alla vendita”.
Fa eco l’Ente Nazionale Protezione Animali, da sempre in prima linea contro la macellazione rituale: “Nel rispetto verso tutte le religioni e tutte le etnie, stigmatizziamo tuttavia come, nel nostro paese, sia purtroppo ammessa da un decreto del 1998 la deroga, per motivi religiosi, alla macellazione con preventivo stordimento degli animali. E’ così nata, in Italia, una fiorente catena di macellerie islamiche, presenti anche ad Albenga e Savona, rifornite con migliaia di animali, allevati e barbaramente sgozzati”. “Senza contare i casi – aggiungono dall’Enpa – negli anni scorsi a Borghetto e Vado, di montoni, capre ed agnelli uccisi direttamente nelle case e nei cortili durante l’annuale festa del sacrificio”.
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