Alassio, in scena la commedia goldoniana con Massimo Dapporto

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[thumb:5473:l]Alassio. Domenica 17 febbraio, ad Alassio, alle ore 21.00, nel Palalassio L. Ravizza, si alzerà il sipario su un classico della commedia goldoniana, “I due gemelli veneziani”, spettacolo inserito nella stagione teatrale organizzata dall’Assessorato al Turismo e alla Cultura del Comune di Alassio, nell’ambito del circuito teatrale La Riviera dei Teatri – Provincia di Savona.
In scena ci sarà uno degli attori più versatili e completi che oggi può vantare la scena italiana, Massimo Dapporto, che darà vita al paradosso di Zanetto e Tonino, e ai loro opposti caratteri.
Una delle più note citazioni goldoniane avverte: “I due libri sui quali ho più meditato, e di cui non mi pentirò mai di essermi servito, furono il Mondo e il Teatro”.
C’è ne I due gemelli veneziani tutto il mondo (di sentimenti, inquietudini, emozioni e rivalità) e tutto il teatro (fatto di equivoci, frenesie, mascheramenti, malintesi) che il grande autore veneziano conosceva e che tuttora continuiamo a sentire validi. E sebbene il plot abbia radici lontane (nell’antica tradizione latina, nelle commedie plautine e terenziane) il genio goldoniano riesce a donargli in un soffio l’universalità.
E’ questo il terreno su cui si muove Antonio Calenda, concertatore di un allestimento che mette in equilibrio realismo e fantasia, dirigendo un cast capace di armonizzare sensibilità di analisi e virtuosismo interpretativo.
“Di assoluta centralità” spiega la nota di regia “è il ruolo del titolo, che Goldoni scrisse nell’intento di mettere in luce le doti del Pantalone Cesare d’Arbes: “Per meglio consolidare la sua fama – scrive infatti l’autore nei Mémoires – bisognava farlo brillare a viso scoperto; era quello il mio disegno, il mio principale scopo. […] Io lavoravo per lui a una commedia intitolata “I due gemelli veneziani”. Avevo avuto abbastanza tempo e modo per esaminare i vari caratteri personali dei miei attori. In D’Arbes avevo notato due movimenti opposti e soliti nel suo aspetto e nel suo giuoco. A volte era l’uomo di mondo più ridente, brillante e vivace; a volte assumeva l’aria, i tratti, i discorsi d’un sempliciotto, d’un balordo: e quei mutamenti accadevano in lui naturalmente, senza che ci pensasse. Tale scoperta mi suggerì l’idea di farlo comparire sotto quei due aspetti nello stesso lavoro”.
E questo è il compito a cui è atteso l’ottimo Massimo Dapporto, attore maturo nell’espressività, capace di coniugare in ogni ruolo una seria analisi del personaggio e, palpitanti, personali slanci interpretativi. Perfetto per dar vita al paradosso di Zanetto e Tonino, Dapporto si giostra con sicurezza fra i loro opposti caratteri, sintetizzando in un unico corpo il ruolo di antagonista e protagonista, comico e spalla.”
La commedia di Goldoni racconta la storia dei gemelli Zanetto e Tonino, separati fin dall’infanzia e ignari l’uno dell’esistenza dell’altro: il destino li conduce improvvisamente nella stessa città. Il primo è ricco e un po’ lento, il secondo, veloce e scaltro, è di contro poverissimo. Impossibile per chi li circonda – servi, amici, fidanzate – non confonderli e scambiarli dando vita a un turbinio di equivoci, rivelazioni, follie.

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