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Tanto talento in Italia, cosa aspettiamo a valorizzarlo? Ginnastica ritmica, Italia: la squadra junior è bronzo agli Europei

Gabriele Dorati
21 Maggio 2019 alle 15:43
21 Maggio 2019
Tanto talento in Italia, cosa aspettiamo a valorizzarlo? Ginnastica ritmica, Italia: la squadra junior è bronzo agli Europei 7
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L’Europeo dedicato alle nazionali U17 si è concluso con un ottimo secondo posto per l’Italia, mentre la Liguria contribuisce al bronzo europeo della ritmica italiana

Viva la gioventù. Domenica 19 maggio si è concluso l’Europeo U17, competizione internazionale che viene disputata ogni anno. Essa vede impegnati i giovani ragazzi delle primavere, talenti emergenti che, giocando, tentano di mettersi in mostra, per attirare su di loro l’attenzione dei principali top club europei.

Vi starete chiedendo il motivo per il quale abbia deciso di parlare di questo argomento, molto spesso ignorato delle principali testate giornalistiche. La risposta è semplice, ed il discorso che ne verrà fuori potrebbe risultare per alcuni anche abbastanza intrigante.

L’Italia è infatti due anni di fila che porta la sua squadra Under 17 in finale, informazione che sicuramente avrete letto su diverse piattaforme, ma sulla quale quasi nessuno si è soffermato.

Le edizioni del 2018 e del 2019 hanno consacrato gli azzurrini, capaci di arrivare in fondo alla competizione, salvo poi sbattere sullo strapotere delle nuove generazioni olandesi. Talento, spensieratezza e un pizzico di fortuna hanno spinto i ragazzi allenati da Carmine Nunziata fino alla finale per contendersi la Coppa, traguardo insperato all’inizio della rassegna europea.

Quanto talento in Italia, cosa aspettiamo a valorizzarlo? Ginnastica ritmica di bronzo negli Europei Junior

Sebastiano Esposito e Lorenzo Colombo (attaccanti), Simone Panada (il capitano) e Michael Brentan (centrocamisti), Destiny Udogie e Lorenzo Moretti (difensori): ecco alcuni dei nomi dei ragazzi che si sono distinti per la grande personalità e la già invidiabile leadership tecnica.

Soprattutto il primo (Esposito, primavera Inter) ha sorpreso davvero tutti, dimostrando un grandissimo senso del gol e della posizione, caratteristiche da vero “bomber” di spessore. Anche Panada (giovanili Atalanta) e Moretti (giovanili Inter) sono riusciti a contraddistinguersi, dimostrando ancora una volta il fatto che le squadre nerazzurre (Atalanta ed Inter) possono vantare un super settore giovanile, ricco di talenti e di ottimi prospetti per il futuro.

Non è un caso che l’ultimo giovane in ordine di tempo a prendersi la scena sia stato proprio Nicolò Zaniolo, prodotto del settore giovanile interista inserito nella trattativa per portare Nainggolan a Milano.

Ecco, proprio questo episodio ci permette di sviluppare in maniera efficace un tema che, forse, viene troppo spesso sottovalutato nella nostra Penisola. Vi siete mai chiesti il motivo per cui l’Olanda sia riuscita a far rinascere il suo movimento calcistico e noi ancora stentiamo a farlo? La risposta è molto semplice e, per trovarla, è sufficiente guardare i giocatori impiegati in Eredivisie. Non solo il modello Ajax: sono molte le squadre che preferiscono i prodotti “fatti in casa” rispetto al “comprato sicuro”, quell’acquisto che permette visibilità alla società, ma in molti casi danneggia un possibile ragazzo in rampa di lancio.

Frequentemente si è parlato della situazione pietosa nella quale versano i nostri settori giovanili con le società che, per ottenere dei risultati importanti spendendo meno, preferiscono acquistare giovani stranieri senza puntare sugli “azzurrabili”.

Le nazionali minori però, negli ultimi periodi, sembrano aver trovato la strada giusta e anche quella maggiore, grazie a Mancini, sembra aver imboccato la retta via.

Cosa manca allora al movimento calcistico italiano per rilanciarsi definitivamente? Forse un sostantivo accorre in nostro aiuto: il coraggio. Ecco cosa servirebbe alle squadre e ai mister per preferire un diciassettenne all’acquisto rivelatosi sbagliato, oppure al veterano che ormai riserva ben poco di utile alla causa.

Anche la mentalità dei tifosi e degli addetti ai lavori, però, dovrebbe subire un drastico cambiamento. Definire un giocatore esordiente non idoneo dopo appena qualche partita non porta da nessuna parte ed anzi, demotiva solamente il ragazzo in questione.

“Pazienza” e “coraggio” dovrebbero diventare quindi le parole d’ordine per tutti, proprio quelle qualità appartenenti a Carmine Nunziata e ai suoi giocatori, capaci di battere tutte le proprie rivali, salvo poi arrendersi all’Olanda, conquistando comunque un ottimo secondo posto.

Quanto talento in Italia, cosa aspettiamo a valorizzarlo? Ginnastica ritmica di bronzo negli Europei Junior

3-1 alla Germania, 4-1 alla Spagna e 2-1 alla Francia, ecco a voi alcuni dei risultati che hanno mandato in visibilio i tifosi italiani presenti in Irlanda, paese ospitante dell’Europeo. La nostra speranza è quella di vedere questi ragazzi, nel giro di un paio d’anni, titolari nelle proprie squadre, fatto che darebbe la spinta definitiva al nostro movimento per rilanciarsi.

Che ne pensate voi? Riusciranno le nostre squadre a puntare maggiormente sui giovani? Ed essi riusciranno ad essere decisivi? Vi lasciamo l’ardua sentenza.

Quanto talento in Italia, cosa aspettiamo a valorizzarlo? Ginnastica ritmica di bronzo negli Europei Junior

Ma ora cambiamo sport. Questo week-end si sono svolti a Baku, in Azerbajan, i 35esimi campionati europei di ginnastica ritmica, nel modernissimo palazzetto del National Gymnastic Arena. La delegazione italiana è stata rappresentata dalla squadra Junior, composta da ben due ginnaste tesserate nella squadra genovese della PGS Auxilium, Giulia Segatori e Siria Cella, oltre che da Alexandra Naclerio, Vittoria Quoiani, Serena Ottaviani e Simona Villella, e dalle individualista senior Milena Baldassarri e Alexandra Agiurgiuculese.

Le ragazze hanno conquistato la medaglia di bronzo nel concorso generale a squadre, ovvero il punteggio derivato dalla somma delle due esecuzioni ai cinque cerchi e ai cinque nastri. In questa prova lo strapotere russo nella ginnastica ritmica si è imposto sulla Bielorussia e proprio sull’Italia. Grazie a questo terzo posto però, le azzurre si sono qualificate alle finali di specialità, dove hanno rieseguito gli  esercizi ottenendo un quarto posto ai cerchi e un quinto ai nastri.

Inoltre il totale dei punteggi della squadra, sommati alle otto esecuzioni svolte dalle due individualiste senior sono valsi il quarto posto nel concorso per Team.

Quanto talento in Italia, cosa aspettiamo a valorizzarlo? Ginnastica ritmica di bronzo negli Europei Junior

Nella prova individuale senior, Milena Baldassarri ha concluso 12esima nell’ “All-around”, centrando due finali di specialità alla palla e al nastro classificandosi rispettivamente al sesto e al settimo posto. Invece Alexandra Agiurgiuculese è arrivata 11esima nell’ “All-Around” sfiorando per un soffio la finale al cerchio. Grazie a questi risultati entrambe le atlete azzurre hanno conquistato il pass per i campionati europei di Kiev 2020, confermando la loro stabile posizione nella top ten internazionale.

Il futuro avanza per la nazionale di ginnastica ritmica. Non dimentichiamoci che la squadra junior è composta da ragazze di 14-15-16 anni. Atlete molto giovani come potete notare, perché la carriera di una ginnasta termina massimo intorno ai 22-23 anni. Di conseguenza, nell’immediato futuro, dovranno essere pronte per sostituire le atlete azzurre (dai 18 ai 22 anni) che ora compongono la squadra della nazionale italiana. Uno sport che non permette di essere praticato a livello agonistico anche in età adulta. La preparazione fisica e soprattutto l’elasticità muscolare richieste per eseguire determinati elementi obbligatori, come scioltezza, dinamicità e potenza, diminuiscono infatti con l’avanzare degli anni, causando inevitabilmente il ritiro dell’atleta in giovane età.

Quanto talento in Italia, cosa aspettiamo a valorizzarlo? Ginnastica ritmica di bronzo negli Europei Junior

Da anni ormai la nazionale italiana di ginnastica ritmica ottiene sempre ottimi risultati, soprattutto nelle gare a squadre, spesso troppo taciuti dai media e dalla stampa sportiva. Le “farfalle”, soprannome della nazionale italiana senior, tengono sempre in alto i colori della bandiera italiana in qualunque manifestazione. Che sia con clavette, cerchi, nastri, fune o palla la nazionale italiana a squadre risulta costantemente tra le migliori al mondo. Conta un argento (Atene 2004) e un bronzo (Londra 2012) alle Olimpiadi, con il quarto posto amaro di Rio 2016. Mentre ai campionati mondiali e a quelli europei vanta rispettivamente 9 ori, 16 argenti, 6 bronzi, e 2 ori, 9 argenti e altrettanti bronzi a livello continentale. Grazie al secondo posto conquistato nel mondiale di Sofia dello scorso anno nel concorso a squadre, l’Italia ha già ottenuto la qualificazione per le Olimpiadi di Tokyo 2020. Ma il prossimo appuntamento per le farfalle saranno i mondiali che si terranno a Baku dal 16 al 22 settembre. Mentre per l’Ital-baby, i campionati del mondo si disputeranno a Mosca dal 19 al 21 luglio.

È doveroso altresì segnalare che la ginnastica ritmica è una disciplina che sta crescendo molto a livello nazionale, sia nel numero di società che di atlete. Gli attrezzi, i body scintillanti e le coreografie spettacolari attirano sempre più bambine e ragazze in tutta Italia. A testimoniare tale crescita ci sono le tante realtà locali savonesi di ginnastica ritmica, che negli ultimi anni hanno visto i loro palazzetti invasi da un numero altissimo di atlete. Sono ben sette le società di questa disciplina nella nostra provincia. Da ponente a levante: la GIN. LIG. Albenga, la GYMNICA Loano ASD, la S.G. Maremola (a Pietra), l’A.S.D. Arteginnastica (a Finale), l’A.S.D. GIN. Libera Spotorno, l’A.S.D. POL. Quiliano RIT e l’A.S.D. FRAT.SAVONESE.

La speranza è che queste squadre possano crescere nel loro lavoro e nel livello delle atlete, sognando in futuro di fornire nuovi talenti liguri alla nazionale italiana.

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