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Le promesse elettorali che riguardano i giovani da vicino – Seconda parte

Luigi Lanza
2 Marzo 2018 alle 15:11
2 Marzo 2018
Le promesse elettorali che riguardano i giovani da vicino – Seconda parte
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Ius soli e culturae, accesso alla rete, giovani mamme: queste alcune promesse elettorali che riguardano i giovani

E’ stata una campagna elettorale strana, moscia, piena di episodi di violenza e caratterizzata da accuse reciproche. In tutto questo i programmi e le proposte elettorali hanno avuto poco spazio e ancor meno ne hanno avuto le proposte riguardanti i giovani che in Italia si sa, sono una sparuta minoranza.
Se ti sei perso la prima parte puoi trovarla qui.

Accesso alla rete internet
Secondo studi recenti il 96% degli under 35 usa abitualmente internet e la fascia d’età che va dai 15 ai 24 anni afferma di essere “connessa” per circa dieci ore al giorno. E’ innegabile quindi che questo potente strumento sia importantissimo nella vita di tutti i giorni e in particolare in quella dei giovani (dato che il divario generazionale per quanto riguarda il web rimane elevato).

A questo proposito il Movimento 5 Stelle si impegna ad assicurare la diffusione capillare e l’accesso dei cittadini a Internet ad altissima velocità entro il 2020 sostenendo la crescita, l’occupazione e la competività dell’Italia. Il partito guidato da Luigi Di Maio pone anche l’accento sul superamento del divario infrastrutturale all’interno dell’Italia stessa, sulla gestione a maggioranza pubblica delle infrastrutture di rete e sullo sviluppo delle competenze digitali dei cittadini.

Ius soli e Ius culturae
Un tema di cui si è tanto parlato è quello della cittadinanza. Oggi è italiano chiunque abbia un genitore italiano (Ius Sanguinis), è inoltre possibile richiedere la cittadinanza italiana per chi abbia avuto residenza continuativa e legale in Italia fino al compimento del diciottesimo anno di età, oppure tramite matrimonio con un cittadino italiano. Visto che soprattutto fra i giovani e giovanissimi sono tanti i possibili “nuovi italiani” la cittadinanza riguarda i giovani. Chi all’uscita di una scuola elementare può fare a meno di notare la multietnicità della maggior parte delle classi?

Per questo motivo +Europa, la lista di Emma Bonino, si ispira al modello dello Ius Culturae, che non subordina la cittadinanza al sangue dei genitori, né al luogo di nascita ma all’istruzione ricevuta. Si può acquisire il diritto di cittadinanza, qualora si abbia frequentato regolarmente un percorso formativo per almeno cinque anni nel territorio nazionale. Lo Ius Culturae, da integrare anche con lo Ius Sanguinis e lo Ius Soli è sostenuto anche da Liberi e Uguali e il Partito Democratico. Per contro, questa norma è fortemente osteggiata dalle liste di destra come Lega, Fratelli d’Italia, CasaPound e Italia agli Italiani

Sostegno alle giovani mamme
Fratelli d’Italia la lista di destra di Giorgia Meloni, oltre a puntare fortemente su concetti come italianità e nazione, riserva un ruolo preponderante alla natalità. In particolare Fratelli d’Italia prevede una serie di misure per le giovani mamme, per sostenerle ed incentivarle a intraprendere una gravidanza. Giorgia Meloni propone “il più imponente piano di sostegno alle famiglie e alla natalità della storia d’Italia” ovviamente con i richiami alla famiglia tradizionale e il “rifiuto dell’ideologia gender”. Vengono proposti assegni familiari proporzionali al numero di figli e la difesa del lavoro delle giovani madri che secondo FdI devono essere in grado di lavorare part time e da casa. Ampio spazio è dato anche agli orari di apertura degli asili.

Alternanza scuola lavoro
Il ruolo della scuola è uno dei cavalli di battaglia della lista di sinistra radicale, Potere al Popolo. Questo aspetto è confermato dalla scelta del capo politico della lista, Viola Carofalo, ricercatrice all’università Orientale di Napoli. Fra le proposte spiccano la cancellazione in toto della Legge 107/15 conosciuta anche come buona scuola, il rilancio della collegialità nelle scuole e quindi l’abolizione della figura del “preside-manager”, l’eliminazione dell’alternanza scuola-lavoro e l’abolizione dei test invalsi. In pratica i sostenitori della lista giudicano in maniera estremamente negativa i cambiamenti a cui le scuole italiane hanno dovuto abituarsi nell’ultimo periodo.

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