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Il trionfo di Djokovic agli Australian Open e i botti del mercato di gennaio: facciamo il punto

G.Dorati-S.Monaco
9 Febbraio 2020 alle 11:08
9 Febbraio 2020
Il trionfo di Djokovic agli Australian Open e i botti del mercato di gennaio: facciamo il punto
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A Melbourne il serbo ha dimostrato ancora una volta tutto il suo talento, mentre le squadre di Serie A stanno vedendo nuovi importanti rinforzi

Grande tennis. Signore e signori, Novak Djokovic ha vinto il diciassettesimo slam della sua magnifica carriera. Prima di parlare di questo è però doveroso fare un accenno anche all’evento della settimana. Un po’ di fortuna ci permette di collegarci ad esso, ma il motivo ve lo spiegheremo in seguito.

Quest’anno tutti, ma proprio tutti, guardano Sanremo. Ascolti record e grande spettacolo sul palco dell’Ariston, cosa fanno però gli artisti e i conduttori durante le giornate trascorse nella cittadina ligure? Proprio Rosario Fiorello (braccio destro del conduttore Amadeus in questa spumeggiante edizione della kermesse) è stato immortalato insieme a Jannik Sinner, promessa del tennis nostrano. Vi assicuro che non siamo impazziti, esiste davvero un collegamento con il festival della canzone italiana e il tema dell’articolo.

Come dicevamo, spazio quindi alla musica, allo spettacolo, ma anche allo sport. Tanti i riferimenti alle varie discipline durante le prime serate della settantesima edizione del festival. La partecipazione di Diletta Leotta, quella di Giorgina Rodriguez (moglie di Cristiano Ronaldo, con quest’ultimo presente come spettatore) e l’inaspettata presenza proprio di Djokovic.

Il trionfo di Djokovic agli Australian Open e i botti del mercato di gennaio: facciamo il punto

Mercoledì sera infatti il neo laureato campione degli Australian Open è salito sul palco di Sanremo, dove ha anche improvvisato una partitella con uno scatenato Fiorello. Proprio lo showman siciliano ha raccontato di aver mantenuto una promessa invitando il serbo, che gli aveva espresso la volontà di essere in platea al festival della canzone italiana.

“Nole” infatti è da sempre un dichiarato tifoso del Milan, inoltre, è un amante del nostro Paese, fattore che lo ha probabilmente spinto a recarsi all’Ariston.

Terminata ora questa doverosa menzione al grande evento della settimana, ci dedichiamo all’analisi della scoppiettante edizione degli Australian Open andata in scena. Molti temevano che il primo Grande Slam della stagione potesse essere rovinato dalla disastrosa situazione climatica australiana, noi stessi avevamo palesato i nostri dubbi, ma per fortuna non è stato così.

Il trionfo di Djokovic agli Australian Open e i botti del mercato di gennaio: facciamo il punto

A Melbourne è infatti andato in scena il solito grande spettacolo, che purtroppo però questa volta non ha visto gli italiani come protagonisti. Ci sono state alcune note positive per il nostro movimento, ma personalmente siamo rimasti delusi dalla prematura eliminazione di Berrettini e dalla mancata occasione sfruttata da Fognini.

Bene Sinner, per la prima volta al secondo turno in un Grande Slam, immenso Seppi, che in Australia anche questa volta ha trovato il suo miglior tennis, fermandosi però al secondo turno (dove ha comunque trascinato al quinto set un certo signore di nome Stan Wawrinka).

Insuperabile invece Tennys Sandgren, o almeno così è stato per i nostri tennisti, con prima Berrettini e poi Fognini eliminati proprio dall’americano. Nessun rappresentante della nostra nazione è quindi arrivato dopo gli ottavi di finale, ma il torneo è andato avanti e ci ha regalato diverse sorprese.

Impossibile non nominare il match disputato da Rafael Nadal contro Nick Kyrgios, la diligenza del primo contro il genio e la sregolatezza del secondo. L’epilogo ha premiato lo spagnolo, con l’australiano che dopo quattro set ha ceduto al tie-break.

Nei quarti di finale è poi arrivata la prima eliminazione eccellente, con Thiem che a sorpresa ha battuto proprio Nadal per tre set a uno. In semifinale è poi stata la volta di Roger Federer, sconfitto dalla concretezza di Djokovic che lo ha superato agevolmente con il risultato di 6-7, 4-6, 3-6.

Il trionfo di Djokovic agli Australian Open e i botti del mercato di gennaio: facciamo il punto

Domenica 2 febbraio è stato poi il giorno della finale, che metteva di fronte il giustiziere di Nadal (cioè l’austriaco Dominic Thiem) e Novak Djokovic, numero uno al mondo e grande favorito alla vigilia.

L’inizio del match sembrava dar ragione ai bookmarker, ma i successivi due set vinti dal numero quattro della classifica Atp avevano incredibilmente ribaltato ogni pronostico. Il serbo però si sa, non è uno che molla, infatti ha rimontato l’avversario vincendo al quinto set una finale spettacolare.

Djokovic quindi è riuscito ad aggiungere al suo prestigioso palmares, come detto in precedenza, il diciassettesimo slam della propria carriera, iniziando nel migliore dei modi la sua stagione. I nostri complimenti vanno quindi al serbo, nella speranza che al prossimo appuntamento anche i giocatori italiani possano dire la loro, ritrovando la miglior condizione.

Il trionfo di Djokovic agli Australian Open e i botti del mercato di gennaio: facciamo il punto

Speciale calciomercato. È stato un mercato scoppiettante quello andato in scena durante il mese di gennaio. Tante le trattative che ci hanno tenuti incollati agli schermi televisivi, una su tutte (forse la trattativa regina di questo calciomercato) quella che ha portato in Serie A, più precisamente all’Inter, un campione del calibro di Christian Eriksen.

Oltre a questa trattativa è impossibile non nominare il clamoroso ritorno di Zlatan Ibrahimović dalle parti di Milanello, un giocatore carismatico e d’esperienza che ai rossoneri mancava da tempo. Meritano una menzione anche gli adii di Suso e Piątek, ma anche il ricco calciomercato partenopeo, per finire poi con l’acquisto da parte della Juventus di Dejan Kulusevski.

Iniziamo questo riassunto quindi parlando proprio dell’Inter, squadra regina di questo calciomercato con tre acquisti di spessore: Young, Moses ed Eriksen. Ricordiamo però anche due trattative che non si sono concretizzate: quella che da Londra doveva portare in Italia Giroud e lo scambio saltato all’ultimo fra Spinazzola e Politano (che ha dato vita ad una lunga telenovela).

Certamente la rosa dei nerazzuri è stata ampiamente rinforzata da questi acquisti, avendo adesso a disposizione un giocatore di spessore ed esperienza internazionale come Eriksen. L’aspetto negativo per la squadra di Conte è il non essere riuscita a portare in Italia un giocatore che avrebbe ricoperto il ruolo di vice Lukaku. Giroud sembrava possedere l’identikit perfetto, sarebbe stato un elemento utile nella rosa di Conte. Per le cessioni da segnalare Politano (in prestito con obbligo di riscatto) al Napoli, Gabigol al Flamengo e Lazaro al Newcastle.

Il trionfo di Djokovic agli Australian Open e i botti del mercato di gennaio: facciamo il punto

Passiamo ora all’altra sponda di Milano, ovvero quella milanista, che ha trovato il modo di aumentare il tasso tecnico della propria rosa ingaggiando il trentottenne Zlatan Ibrahimović. Lo svedese come noto rimane, nonostante l’età, un giocatore importante per qualunque club. Oltre ad Ibra sono da segnalare gli arrivi di Kjaer dall’Atalanta, Saelemaekers dall’Anderlecht, Begovic dal Bournemouth e Laxalt dal Torino. Capitolo cessioni: tra quelle più importanti risultano Suso al Siviglia e Piątek all’Hertha Berlino, ma vi sono anche Caldara (che torna all’Atalanta in prestito di 18 mesi), Reina (che va all’Aston Villa in prestito secco) e Roadriguez (prestito con obbligo di riscatto).

Nemmeno in casa Napoli (scossa dai cattivi risultati) sono mancati i movimenti di mercato: l’ingaggio di Politano dall’Inter è forse la notizia che più infiamma la piazza, ma non bisogna dimenticarsi di Demme dal Lipsia, Lobotka dal Celta Vigo e, per giugno, Rrahmani dal Verona e Petagna dalla Spal.

Per la Juventus l’unico movimento in entrata di rilievo è stato l’acquisto di Dejan Kulusevski dall’Atalanta per giugno. Tra gli altri acquisti troviamo Ntenda dal Nantes e Alejandro Marques dal Barcellona. Tutte di poco conto le cessioni tranne quella di Mandzukic, partito per il Qatar e quella di Emre Can, con le valigie pronte alla volta di Dortmund.

Il trionfo di Djokovic agli Australian Open e i botti del mercato di gennaio: facciamo il punto

Per ultimo ci sembra interessante nominare il grande mercato portato a termine dalla Fiorentina. La squadra di Comisso si è rinforzata con Cutrone, Ambrabat (per giugno), Kouame, Agudelo, Duncan e Igor. Grande rivoluzione quindi per soddisfare mister Iachini, pronto adesso a impensierire qualsiasi formazione.

Infine merita una menzione anche il mercato condotto dalle compagini coinvolte nella lotta per non retrocedere. Ottimo il Genoa, con l’acquisto di numerosi cavalli di ritorno che hanno impreziosito il valore della rosa e buono anche quello del Lecce, capace di assicurarsi le prestazioni sportive di un certo Riccardo Saponara (già decisivo nell’ultimo match disputato contro il Torino).

Chiudiamo quindi nella speranza che il nostro campionato sia diventato ancora più avvincente dopo questi trasferimenti, incrociando le dita perchè le sfide per qualsiasi obiettivo restino aperte fino alla fine.

P.S. Eriksen, Young e Cutrone hanno preferito la nostra Serie A rispetto alla Premier League… Sarà un segnale di totale ripresa per il nostro movimento? Noi ce lo auguriamo!

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