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Finali di Champions ed Europa League: ecco il nostro commento; Giro d’Italia, vi raccontiamo i migliori momenti

Gabriele Dorati
4 Giugno 2019 alle 10:41
4 Giugno 2019
Finali di Champions ed Europa League: ecco il nostro commento; Giro d’Italia, vi raccontiamo i migliori momenti 9
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Liverpool e Chelsea si sono laureati campioni, mentre la gara ciclistica ha saputo regalare agli appassionati grandi emozioni

Calcio spettacolo. Tutti i tifosi attendevano con ansia la settimana che si è appena conclusa. Quattro squadre inglesi a contendersi la gloria, con giocatori e allenatori pronti a dare tutto per ottenere successi storici per le rispettive società.

Gli ultimi atti delle due principali competizioni calcistiche europee promettevano spettacolo e così è stato. 4-1 e 0-2 i risultati finali, con una miriade di emozioni e tantissime storie da raccontare.

Preferite iniziare da Sarri che alza la coppa o dall’invasione di campo che al 17’ ha visto protagonista la modella Kinsey Wolanski? Nonostante sappiamo che la seconda scelta faccia gola a molti, andiamo con ordine.

Finali di Champions ed Europa League, ecco il nostro commento; Giro d’Italia, vi raccontiamo i migliori momenti

Quando Chelsea e Arsenal si affrontano non è mai una partita come le altre… È un incontro nel quale Londra si divide, un derby infuocato dove tutto è possibile. Se un match simile oltretutto viene disputato in una finale, immaginarsi una lotta senza esclusione di colpi risulta ovvio e, per la gioia di molti, le attese sono state rispettate.

Anche se a Baku si è preferito fermare i tifosi con la maglietta del calciatore azero Mkhitaryan (oltretutto non convocato da Emery per motivi politici) rispetto a riempire lo stadio, i supporter delle due squadre hanno comunque potuto assistere a una partita appassionante.

Finali di Champions ed Europa League, ecco il nostro commento; Giro d’Italia, vi raccontiamo i migliori momenti

A un primo tempo di studio povero di occasioni si è alternata una seconda frazione con i fuochi d’artificio a tinte Blues, che ha consegnato a Sarri il primo titolo “importante” della sua carriera.

La vittoria del campionato di “Eccellenza” e della Coppa Italia Serie D con la Sansovino erano sicuramente risultati ottimi (ai tempi) per l’allenatore toscano, ma certamente non paragonabili a quello ottenuto lo scorso mercoledì.

Come dicevamo, il tabellino alla fine ha sancito la sconfitta dell’Arsenal per 4-1. Questo per la gioia di Hazard e compagni che, grazie proprio a una doppietta del belga e ai gol di Giroud (capocannoniere di questa competizione) e di Pedro, hanno conquistato la seconda Europa League nella storia del Chelsea.

Grande delusione invece per i Gunners che, oltre ad aver mancato la conquista del titolo, hanno anche fallito la qualificazione alla prossima edizione della Champions League (premio messo in palio proprio per la vincitrice dalla finale di Baku).

Ecco, adesso è arrivato il momento di parlare della ex Coppa dei Campioni che, quest’anno per l’ennesima volta, ci ha fatti innamorare nuovamente di questo sport.

Finali di Champions ed Europa League, ecco il nostro commento; Giro d’Italia, vi raccontiamo i migliori momenti

“You’ll never walk alone” o “When the Spurs”? Klopp o Pochettino? Liverpool o Londra? Vi proponiamo alcune delle domande che hanno accompagnato l’attesa alla partita più importante per la stagione delle due squadre.

Dobbiamo però farvi una premessa: a un’edizione della Champions così bella non assistevamo da anni, e il suo ultimo atto, a nostro modesto parere, non è stato all’altezza.

Per carità, le emozioni ci sono state comunque e anche gli aneddoti da raccontare non sono mancati, però il match andato in scena è stato a tratti noioso, situazione paradossale se pensiamo che si affrontavano due compagini di Premier, campionato che si disputa a ritmi veloci e incalzanti.

I social, dunque, dato che Tottenham e Liverpool non sono riuscite a mettere in mostra il loro miglior calcio, hanno trovato un altro motivo per commentare la finale.

Finali di Champions ed Europa League, ecco il nostro commento; Giro d’Italia, vi raccontiamo i migliori momenti

Scommettiamo che la maggior parte di voi ora conosca Kinsey Wolanski, modella sexy che al 17’ ha interrotto l’azione del Liverpool per fare pubblicità al sito a “luci rosse” del fidanzato (anche youtuber). Costume provocante e curve “da paura” hanno spostato quindi l’attenzione mediatica su di lei e sul suo compagno, che in poche ore hanno ricevuto milioni di nuovi follower su Instagram, ma anche su altre piattaforme.

Torniamo però adesso a parlare del calcio giocato. Il rigore assegnato ai Reds dopo soli 36 secondi aveva fatto ipotizzare una partita scoppiettante, teoria che poi si è dovuta scontrare con la dura realtà.

Rete di Salah e 0-1 che durerà fino all’ottantasettesimo, quando gli sforzi degli Spurs verranno vanificati dall’uomo della Champions per la formazione di Klopp, quel Divock Origi che, ancora una volta, ha deciso un match fondamentale per la sua squadra.

Niente vittoria al primo tentativo dunque per il Tottenham che, comunque, non ha sfigurato contro il più quotato Liverpool.

Voi che ne pensate? Cosa vi è piaciuto e cosa no di queste due finali? E cosa ricorderete di esse? Vi lasciamo lo spazio per i commenti.

Finali di Champions ed Europa League, ecco il nostro commento; Giro d’Italia, vi raccontiamo i migliori momenti

Giro d’Italia. Il ragazzo sorridente in foto si chiama Richard Carapaz. Ed è il vincitore della 102esima edizione del Giro d’Italia. L’ecuadoregno ha conquistato la corsa rosa da grande protagonista, anche se non partiva sicuramente tra i favoriti. Nibali (secondo classificato), Dumoulin (ritirato dopo qualche tappa a causa di una caduta), Roglic (terzo alla fine), Landa (quarto nella classifica generale ma a disposizione del compagno Carapaz), Maika, Bollema e  Yates: questi erano i nomi caldi per la vittoria finale del giro.

Carapaz ha però meritato e sfruttato l’eccessivo tatticismo degli avversari. Nella seconda settimana infatti Nibali e gli altri big hanno sottovalutato proprio l’ecuadoregno, in particolare nella tappa di Courmayer, in cui l’uomo della Movistar ha preso la maglia rosa e guadagnato quei minuti necessari per issarsi al primo posto della classifica generale. Secondi preziosi che gli hanno permesso di trionfare nel Giro d’Italia.

Tante sono le storie e le emozioni che anche quest’anno il giro ci ha saputo regalare: dall’eroico Ciccone (vincitore della maglia blu, classifica degli scalatori) al deludente Elia Viviani, dal velocissimo Ackermann alla vittoria strappalacrime di Chaves (e alle sue parole bellissime con cui ha invitato chiunque a non mollare mai), dalla prima maglia rosa romana indossata da Valerio Conti alle due settimane di pioggia e freddo a cui sono andati incontro i ciclisti. Un elenco davvero infinito. Due però sono gli episodi su cui ci vogliamo soffermare.

Finali di Champions ed Europa League, ecco il nostro commento; Giro d’Italia, vi raccontiamo i migliori momenti

Il primo è questo. Con Carapaz già in rosa, Nibali attacca l’ecuadoregno sulla salita del Mortirolo nella sedicesima tappa. Uno strappo importante che inizialmente ha fatto guadagnare parecchi secondi al corridore siciliano. Tuttavia una volta in cima Nibali è stato raggiunto dall’avversario della Movistar.

Qui è doveroso sottolineare un grande gesto: Ventoso, ciclista della ICC, in fuga quel giorno, appena ha visto Nibali intento a rinvenire veloce su di lui, ha preso la sua borraccia  e l’ha ceduta allo squalo. Una piccola cosa, semplice, ma che racchiude i valori del ciclismo. La lealtà, la rivalità che rimane sempre e comunque nei limiti della sportività. Soprattutto quella passione e quel sentimento di amore verso la bici che accomuna tutti i ciclisti. Sono ragazzi che condividono lo sforzo e la fatica: una fatica vera nel percorrere quelle montagne e quelle pendenze a una tale velocità.

Sopportano i pregiudizi di chi li etichetta a prescindere come drogati e dopati, non conoscendo i sacrifici e le preparazioni disumane che questi atleti compiono. Uno sport antico rimasto fortunatamente ancorato a ideali e gesti di altri tempi nonostante tutto, o quasi, anche in questa disciplina sia cambiato. Non però nello spettacolo che questi atleti sulle due ruote sanno regalare ogni anno. Talvolta con gesti di questo tipo, che ci fanno davvero emozionare.

Finali di Champions ed Europa League, ecco il nostro commento; Giro d’Italia, vi raccontiamo i migliori momenti

Purtroppo, come spesso accade, chi rovina lo sport è proprio il tifoso. Ed è quanto successo nella penultima tappa di sabato. Sulla salita che porta a Croce d’Aune sul Monte Avena nelle Dolomiti bellunesi, il ciclista dell’Astana Miguel-Angel Lopez (maglia bianca di miglior giovane alla fine) è stato vittima di un tifoso che, affiancandolo di corsa per urlare chissà cosa, gli è carambolato addosso e lo ha fatto cadere nel momento decisivo della tappa. Il corridore si è rialzato e ha colpito il “tifoso” con qualche schiaffo e una piccola spinta.

Finali di Champions ed Europa League, ecco il nostro commento; Giro d’Italia, vi raccontiamo i migliori momenti

Uno dei momenti più brutti di questo Giro d’Italia. I tifosi, anche quest’anno in tantissimi su tutte le strade e in qualsiasi condizioni meteorologiche, hanno dato spettacolo e colorato la corsa. Ma, come al solito, alcune persone hanno rischiato più e più volte di recare gravi danni ai ciclisti, a causa dei loro comportamenti inaccettabili sulle strade.

L’unico sfortunato che ha pagato le conseguenze peggiori di questi gesti è stato lo stesso Miguel-Angel Lopez. Autore di una brutta reazione, ma comprensibile per chiunque segua questo sport: dopo uno sforzo disumano, ha visto rovinare l’esito di una gara e di una stagione a causa di un comportamento insensato da parte di un tifoso. Lui si è difeso e ha dichiarato di aver reagito d’istinto, a causa dell’adrenalina in corpo, che, secondo lui, lo avrebbe potuto spingere fino alla vittoria di tappa.

La giuria, a conclusione, ha considerato il gesto del ciclista dell’Astana una reazione umana, e non è ricorsa alla penalizzazione. Una magra consolazione per il ciclista: c’è stato il danno, ma non la beffa. I tifosi però, se così si possono chiamare, è opportuno siano corretti e che non si lascino conquistare da tali manie di protagonismo, che rovinano uno sport meraviglioso come il ciclismo.

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