L'Amazzonia sta bruciando ma questa volta, almeno, ne stiamo parlando
– L’Amazzonia brucia
Il polmone verde del Pianeta, la foresta amazzonica, sta bruciando. In questo periodo dell’anno (che è la stagione secca) è frequente lo scoppio di incendi che sono spesso causati dalle attività umane legali e illegali.
Dal gennaio 2019 se ne sono registrati circa 39.000 nella regione amazzonica: numeri elevatissimi e drammatici che, però, si ripetono più o meno stabilmente di anno in anno (anche se quest’anno sono leggermente più numerosi del solito). A differenza degli incendi della regione artica, quelli dell’Amazzonia non sono quindi direttamente imputabili al riscaldamento globale ma alle attività umane.
Il risultato, però, è sostanzialmente lo stesso: altre enormi emissioni di CO2 che finiranno per far riscaldare ulteriormente l’atmosfera del nostro Pianeta. Il picco di emissioni di CO2 si avrà a settembre, ma già da ora, sempre nella regione amazzonica, si sono registrate emissioni di CO2 più elevate rispetto agli ultimi 9 anni.
Doveroso poi citare gli altri drammi conseguenti agli incendi: dalla distruzione della biodiversità alle sofferenze delle popolazioni indigene. ll tutto mentre Bolsonaro mitiga le pene per chi disbosca, fa aumentare la velocità di disboscamento, taglia i fondi alle ONG che proteggono l’ambiente e poi le accusa di essere quelle che hanno appiccato gli incendi.
– La crisi ferragostana italiana
In Italia, dopo un teatrale e lunare dibattito nell’aula del Senato, il premier Giuseppe Conte si è dimesso a causa della chiara iniziale volontà della Lega di sfiduciarlo.
Le posizioni dei vari partiti sono mutate velocemente in queste ore ma si possono intravedere alcune delle soluzioni possibili alla crisi: un nuovo governo con l’attuale parlamento (si parla prevalentemente di un governo PD-M5S o, nuovamente, di un governo Lega-M5S) oppure il ritorno al voto.
Il problema, però, sono i tempi e le scadenze istituzionali. Tra le altre la necessità di formulare per ottobre una legge di bilancio in grado di disinnescare gli aumenti automatici dell’IVA.
– Ad Hong Kong si protesta
Domenica 18 agosto a Hong Kong sono scese in piazza, probabilmente, circa 1.5 milioni di persone. Si è trattato di un’ennesima manifestazione oceanica e pacifica.
Il 23 agosto invece è stata formata una catena umana di almeno 50 chilometri. Il precedente storico è quello della catena umana formata nelle Repubbliche Baltiche il 23 agosto 1989 per chiedere l’indipendenza di Lituania, Lettonia ed Estonia dall’URSS. In quell’occasione i manifestanti, alcuni mesi dopo, ottennero ciò che volevano.
