Per il confronto tra arte contemporanea e tradizione pittorica antica prosegue la mostra itinerante “Memorie#Tradimenti”, ideata e curata da don Massimiliano Floridi e organizzata dall’associazione Genius Loci Floridi Doria Pamphilj in collaborazione con la Fondazione Santa Francesca Romana, sul tema del tradimento per scoprire il lato oscuro della memoria e della storia: quello dei tradimenti e dei travisamenti. Dopo i castelli Doria di Isolabona e Dolceacqua l’esposizione fa tappa da martedì 20 a mercoledì 28 agosto (apertura il 20 agosto alle 18) nel Complesso Monumentale Santa Caterina a Finalborgo, uno dei Borghi più Belli d’Italia.
Flavia Bigi, artista che vive e lavora fra Roma e Parigi, ha scelto di indagare il tema del tradimento attraverso un progetto dal titolo eloquente, “Traditur”, in cui il gioco dei dadi incarna l’incertezza del destino umano in un universo esatto e matematico. Come la storia di una casata è legata a una serie di alleanze e tradimenti spesso imprevedibili, così i grandi dadi in marmo nero e bianco che recano incisi i simboli ispirati agli stemmi araldici delle famiglie coinvolte, si interfacciano e si confrontano in accostamenti inaspettati, suggerendo un intricato sistema di rimandi e collegamenti.
Il gioco dei dadi riporta nel presente la storia del passato. Duplice è infatti il significato del termine “Traditur”: da un lato richiama il significato latino del verbo “tardo”, ossia tramandare, raccontare, e dall’altro la parola evoca l’italiano “tradire”, richiamando così la mostra “Memorie#Tradimenti” che gravita attorno all’avventurosa vita di Francesco Maria Della Rovere, coinvolto in tre episodi di “tradimento” assieme alle famiglie Doria, Pamphilj e Floridi.
Attraverso la serie gioviana dei ritratti degli illustri, realizzati con la tecnica della pictografia dalla Bottega Tifernate, vengono messi in risalto traditi e traditori eccellenti, protagonisti del Rinascimento: in base alla lettura delle vicende narrate, ognuno può essere visto come il tradito o il traditore, come la vittima o il carnefice.
“Traditur” di Flavia Bigi è l’opera vincitrice della seconda edizione del premio Memorie#, indetto dal Trust Floridi Doria Pamphilj, in collaborazione con la fondazione Santa Francesca Romana, la Quattroventi srl e Lucia Viscio, con l’obiettivo di ripercorrere il passato della famiglia Floridi Doria Pamphilj coniugando la tradizione storica con l’innovazione dell’arte contemporanea.
Flavia Bigi è nata a Siena nel 1965, ma ha studiato in varie parti del mondo, fra cui New York, Parigi e Roma. Interessata a varie discipline, ha un approccio antropologico e filosofico dell’arte contemporanea. Da queste discipline scaturiscono i progetti-indagine che l’artista disegna prima come idee e che sviluppa poi in installazioni, tramite l’uso di diversi medium. Il suo interesse principale è volto a rintracciare il punto d’incontro tra la perfezione astratta della geometria, intesa come strumento di misurazione delle azioni umane e la meraviglia dell’incommensurabilità della natura dell’uomo.
L’artista ha esposto in Italia e all’estero in mostre personali a New York, Parigi, Palermo, Zilina (Slovacchia) e collettive in musei e fiere internazionali in Austria, Slovacchia, Svizzera, Finlandia, Italia, Francia, Stati Uniti.
