Nella temperie economica e sociale seguita alla fine della Prima Guerra Mondiale, mentre in Italia il “biennio rosso” e l’occupazione delle fabbriche da parte degli operai, sull’onda della Rivoluzione d’Ottobre di marca sovietica, scatenavano la paura tra i capitalisti e ponevano le premesse per l’ascesa al potere di Mussolini, un gruppo di rivoluzionari ungheresi decideva di andare “all’assalto del cielo” e dava vita alla Repubblica dei Consigli.
Un’esperienza breve ma straordinariamente intensa di governo proletario, condotto in parallelo con analoghi tentativi in Baviera e in altre parti d’Europa e concluso tragicamente con l’assassinio di cinquemila operai e l’internamento di oltre settantamila aderenti. Una pagina di storia dimenticata, in un momento in cui si dissolvevano imperi millenari e si decidevano i contorni e le sorti del mondo attuale: una pagina che invece costituisce una testimonianza pressoché inedita dello scontro di classe nel convulso periodo postbellico e che nel centesimo anniversario è finalmente riportata all’attenzione degli studenti e di quanti vogliono riflettere sulle radici del nostro presente.
Infatti la vicenda della Repubblica ungherese dei Consigli di Bela Kun è oggi raccontata nel libro di Pietro Acquilino e Jòzsef Pankovits “Ungheria 1919 – Gli insegnamenti di una sconfitta nel 100° anniversario della Repubblica dei Consigli”, che sarà presentato giovedì 17 ottobre alle ore 17:30 in Sala Rossa con un’iniziativa promossa dal Centro di Documentazione Logos in collaborazione con la casa editrice Pantarei di Milano e con il patrocinio dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea.
Introduce Massimo Macciò, docente di Diritto ed Economia. Intervengono il coautore Pietro Acquilino e Fabio Gallesio del Centro Logos.
