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“Omaggio a Carlo Giusto” nelle “Vetrine d’Artista” di Savona

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Carlo Giusto "Composizione in grigio" olio e collage su tela
“Omaggio a Carlo Giusto” nelle “Vetrine d’Artista” di Savona
  • DOVE

    Banca Carige - Corso Italia 10, Savona, SV, Italia

  • QUANTO

    EVENTO GRATUITO

  • CONTATTI

    Associazione Aiolfi 3356762773

    ass.aiolfi@libero.it

    VISITA IL SITO

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Savona. Da lunedì 2 novembre (apertura ore 10) a mercoledì 2 dicembre le “Vetrine d’Artista” di Banca Carige, in corso Italia, ospitano “Omaggio a Carlo Giusto”, esposizione di opere curata da Silvia Bottaro, presidente dell’Associazione “Renzo Aiolfi” e critica d’arte.

Questo ricordo omaggio al pittore savonese emoziona particolarmente l'”Aiolfi”, a cui l’artista aveva aderito fin dalla sua nascita nel 2003, collaborando sempre in più occasioni, come nel caso di far parte della Collezione “Santa Rossello”.

Dopo un iniziale avvio realistico di propensione naturalistica Giusto giunse all’incontro con l’informale. I suoi paesaggi hanno avuto una radicalizzazione espressionista con uno sguardo attento, indagatore per il condizionamento esistenziale della vita contemporanea. Questa indagine ebbe inizio negli anni Cinquanta, precisamente dal 1954, e resta tale fino alla fine della sua attività, svolta nel suo piccolo atelier in via Verzellino, dove quotidianamente si recava per lavorare, pensare, riflettere, ricevere gli amici.

A distanza di tanti lustri non ha rinnegato affatto quel suo periodo di indagine intorno alla natura, anzi ha sempre ritenuto che l’attualità, con tutte le sue vaste problematiche etiche, sociali e culturali, debba ritrovare una “via” proprio attraverso il ritorno alla natura, alla naturalezza dei sentimenti. Si è sempre volutamente collocato lontano dal turbinio mercantile restando fedele alla sua ricerca, al suo sentire la pittura come categoria culturale in senso lato, etica e vicina all’uomo.

Durante il suo percorso di uomo e artista la natura è stata, ed ora ritorna ad essere, lo scenario preferito per ricercare il senso di essere presenti al proprio tempo, cercare le radici comuni tra le varie etnie, conoscere il mistero dei venti e dei colori di Liguria. In molte opere si risente dell’esperienza mec-artistiche di quando aderì al Gruppo Cond (anni Sessanta), insieme ai pittori Plinio Mesciulam, Giampaolo Parini e Luigi Maria Rigon.

Nelle sue opere informali ha sempre cercato di conservare il dato della memoria: la frammentazione della realtà sono esperienze frammentate come elementisia figurativi sia informali, uniti tra loro disordinatamente per creare situazioni, strutture laddove intervenire per non far nascere nell’osservatore il bisogno di ammirare ma dare forza invece a far nascere il desiderio di nuove riflessioni e ragionamenti per la gente, contro i condizionamenti che ci circondono, al fine di sopravvivere di fronte allo squilibrio ecologico, alla distruzione sistematica e tragica operata dalla tecnologia.

Non sono opere “narrative” ma la tecnica, la forma, una tavolozza molto ricca sono gli strumenti con cui Giusto si esprime con un’impostazione apparentemente geometrica, calibrata e equilibrata, che a ben guardare non è tale ma è basata sulla libertà. Giusto definiva le sue opere “un sogno – sipario che si oppone alla durezza dei tempi”.

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