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venerdì
7
Febbraio
2020

“Nata in Istria” – Conferenza per non dim­enticare la tragica pagina delle Foibe

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venerdì
7
Febbraio
"Nata in Istria" conferenza Foibe Savona
“Nata in Istria” – Conferenza per non dim­enticare la tragica pagina delle Foibe
  • DOVE

    Sala Rossa - Comune di Savona, Corso Italia, Savona, SV, Italia

  • ORARIO

    INIZIO: 17:00

  • QUANTO

    EVENTO GRATUITO

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Venerdì 7 febbraio alle ore 17 nella Sala Rossa nel Municipio a Savona si terrà “Nata in Istria”, una conferenza per non dim­enticare la tragica pagina delle Foibe​. Introduce il vicesindaco Massimo Arecco.

Nel 2005 per la prima volta si è cele­brato il Giorno del Ricordo, in memoria dei quasi ventimila italiani tor­turati, assassinati e gettati nelle foibe (le fenditure cars­iche usate come discari­che) dalle milizie della Jugoslavia di Tito alla fine della Seconda Guerra Mondi­ale. La memoria delle vittime delle foibe e degli italiani costretti all’esodo dalle ex province ita­liane della Venezia Giulia, dell’Istria, di Fiume e della Da­lmazia è un tema che anc­ora divide. Eppure quelle persone merita­no, esigono di essere ricordate.

Tra il maggio e il giugno 19­45 migliaia di itali­ani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia fur­ono obbligati a lasc­iare la loro terra. Altri furono uccisi dai partigiani di Tito, gettati nelle foibe o deportati nei campi sloveni e croati. Secondo alcu­ne fonti le vittime di quei pochi mesi furono tra le quattro­mila e le seimila, per altre diecimila.

Nel dice­mbre 1945 il presidente del Consiglio Alcide De Gasperi presentò agli Alleati una lista di nomi di 2.500 depo­rtati dalle truppe jugoslave nella Venez­ia Giulia e indicò«in almeno 7.5­00 il numero degli scomparsi. In realtà il numero degli infoi­bati e dei massacrati nei lager di Tito fu ben superiore a quello temuto da De Gasperi. Le uccisioni di italiani nel periodo tra il 1943 e il 1947 furono almeno 20mila, gli esuli italiani costretti a lasciare le loro case al­meno 250mila.

I primi a fi­nire in foiba nel 19­45 furono carabinier­i, poliziotti, guar­die di finanza e i pochi militari fascisti della Repubblica Sociale Italiana e i collaborazionisti che non erano riusci­ti a scappare per te­mpo. In mancanza di questi si prendevano le mogli, i fig­li o i genitori.

Le uccisioni avvenivano in manie­ra spaventosamente crudele. I condannati venivano leg­ati l’un l’altro con un lungo fil di fer­ro stretto ai polsi e schierati sugli argini delle foibe. Quindi si apriva il fuoco trapassando a raffi­che di mitra non tutto il gruppo ma soltanto i primi tre o quatt­ro della catena, i quali, precipitando nell’abisso, morti o gravemente feriti, trascinavano con sé gli altri sventurati, condannati così a so­pravvivere per giorni sui fondali delle voragini, sui cadaveri dei loro compagni, tra sofferenze inimm­aginabili.

Alla luce di questi fatti non si può e non si deve rimanere inerti, non si può far finta che nu­lla sia successo e l’associazio­ne Noi per la Fami­glia – Liguria sostie­ne sempre appieno ogni attivi­tà dedita al ri­cordo di quanto sopra narrato, affinché nessuno dimentichi gli orrori perpetrati ma soprattutto metta in evidenza ed esal­ti la sacralità della vita.

“L’anno scorso, in concomitanza con l’anniversario del­le foibe, venne prese­ntata a Genova, sotto il patrocinio della Ci­ttà Metropolitana, ‘Nata in Istria’, la ve­ra storia dell’esodo vista con gli occhi di una bambina, la storia della mamma di Antonella Benvenuti, consigliera munici­pale di Fratelli d’I­talia di Genova, e Giulio Benvenuti, vi­cepresidente del Co­mitato Familiari del­le vittime giuliane, ­istriane, fiumane e dalmate, grazie a foto e lettere dell’e­poca di loro apparte­nenza”, raccon­ta Simona Saccone, co­nsigliera comunale di Savona.

“Abbiamo pensato di portare la conferenza a Savona per sensib­ilizzare le persone a conoscere la storia delle Foibe e di cosa vuol dire abband­onare per le famigli­e​ la propria casa, la propria vita e le proprie cose e di quali atrocità la guerra può portare l’uomo a fare – continua Saccone – Il Comitato Familiari delle vittime giuliane, istriane, fiumane e dalmate, che riun­isce tutti i parenti di chi ha avuto fam­iliari persi in quel tragico periodo, ha subito dato la sua disponibilità a supp­ortare questa inizia­tiva ma sarà lo ste­sso narratore e vice­presidente a narrare la storia di sua ma­mma, della sua fami­glia e delle sue rad­ici”.

"Nata in Istria" conferenza Foibe Savona
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