La cooperativa sociale “La Redancia”, capofila del partenariato del progetto “Luoghi dell’immaginazione”, con i partner ASL 2, consorzio associativo Officine Solimano, Is.For.Coop Liguria e fondazione CIF Formazione organizza il 19 settembre alle 10 l’evento di informazione e promozione dei risultati del progetto “Luoghi dell’Immaginazione” realizzato nell’ambito dell’iniziativa “Abilità al Plurale” a valere su P.O. Regione Liguria FSE 2014/2020 Asse 2 Priorità d’Investimento 9I-Obiettivo Specifico 9.2, che si terrà a Varazze, presso “La Tolda” di via Piave 72.
Dopo i saluti di Giovanni Giusto, direttore scientifico gruppo Redancia interverranno:
1) Daniela Minetti, cooperativa sociale “La Redancia”;
2) Carlo Vittorio Valenti e Simonetta Porazzo, Azienda Socio Sanitaria Ligure 2;
3) Caterina Vecchiato, associazione culturale per la musica da camera “Palma d’Oro”;
4) Tiziana Casapietra, Museo della Ceramica di Savona;
5) Manuela Saccone, Museo Archeologico del Finale;
6) Alfa agenzia regionale per il lavoro, la formazione e l’accreditamento-sede territoriale di Savona.
Seguirà rinfresco in collaborazione con ATS IsForCoop/EcipaConformsrl “Corso di qualifica per pizzaiolo – AG2018TUR/20/1”
Nel dettaglio, il progetto europeo “Luoghi dell’immaginazione” ha avuto come obiettivo principale la prevenzione rispetto alla devianza, all’isolamento e alla promozione dello sviluppo della cultura dell’inclusione e dell’appartenenza attraverso l’organizzazione di 5 laboratori ispirati ai cinque sensi: vista – “Luci e ombre; udito “si…fa!”; gusto – “impronte”, tatto – “coccole”; olfatto – “occhi di bosco”; e hanno coinvolto 60 pazienti seguiti dall’Asl 2 savonese e/o ospitati presso le strutture psichiatriche del gruppo Redancia.
L’obiettivo del progetto “Luoghi dell’immaginazione” è stato sviluppare attività e interventi creativi attraverso la cultura e l’arte che, svolti nel contesto sociale di appartenenza, hanno supportato indirettamente la sfera della vita quotidiana e sollecitato le potenzialità personali inaspettate dei pazienti.
Tutto ciò evidenzia quanto la salute e la prevenzione delle malattie risiedono in una dimensione scientifico – culturale che pone al centro del suo interesse la persona, la comunità e le loro potenzialità. L’accesso alla cultura sia come fruitori che produttori attivi in grado di fare cultura, da parte di adolescenti, ha potuto migliorare la loro partecipazione alla vita comunitaria attraverso lo sviluppo di percorsi legati all’arte, all’economia del mondo del turismo con ricadute dirette sull’ampiamento e rafforzamento del senso di identità e appartenenza, prerequisiti indispensabili a un buon vivere dentro e fuori le mura delle loro case.
Appare evidente che la qualità della risposta al disagio e l’efficacia di meccanismi di protezione e prevenzione secondaria di situazioni di bisogno potrà essere più elevata in comunità territoriali accoglienti, vivaci e responsabili, dove ciascun “attore” è portatore di bisogni, ma anche di risorse spesso inaspettate.
Tale strategia rende necessaria l’integrazione fra più soggetti e spiega l’ampio coinvolgimento previsto di gruppi e istituzioni artistiche e culturali del territorio oltre al supporto dei cinque comuni coinvolti: Comune di Savona, Albissola Marina, Albisola Superiore, Celle Ligure e Varazze.
“Il progetto ‘Luoghi dell’immaginazione’ ci ha permesso di sperimentare e studiare il legame fra arte e relazione d’aiuto. L’arte è da noi intesa come un’espressione – rappresentazione di un dialogo interiore che può divenire, grazie al processo di esternalizzazione, un atto comunicativo con l’altro, capace di veicolare emozioni, sentimenti, conoscenze sia nella relazione con pazienti psichiatrici, sia con i loro familiari, sia con la cittadinanza coinvolta”.
Il contributo offerto dalla partecipazione degli artisti ha rappresentato l’opportunità di avvalersi dell’esperienza di persone che per caratteristiche personali e professionali sono abituate a utilizzare modalità di percezione e comprensione del mondo particolari, a volte rovesciate, modalità nelle quali spesso l’inconscio è messo direttamente fuori sulla tela, nella scultura, nelle parole. La messa in superficie degli elementi personali, intimi, spesso inconsci e per loro natura perturbanti da parte del mondo degli artisti ci ha permesso un incontro sicuramente foriero di ponti e alleanze con i nostri pazienti, già particolarmente allenati nella sperimentazione di stati particolari della mente.
“L’arte, decostruendo i castelli menzogneri della mente, e più precisamente della mente cosciente, ci ha permesso di aprire gli occhi sul nostro mondo interiore recuperando libertà interiore e vitalità”.

