Mercoledì 4 settembre alle 21 presso le grotte di Borgio Verezzi avrà luogo uno speciale incontro letterario con una performance di lettura teatrale, musica e danza, organizzata dalla cooperativa Arcadia e dal Comune di Borgio Verezzi, in collaborazione con l’associazione ingauna #cosavuoichetilegga?
La performance darà voce alle storie e alle narrazioni dei nostri avi: pescatori, falegnami, che hanno amato e vissuto nel nostro territorio duro e aspro. Si tratta di un vero e proprio mosaico di storia popolare ligure, che si rifà alla metodologia storica inaugurata, in Liguria, nell’archivio ligure di scrittura popolare, istituito nel 1986 da Antonio Gibelli.
La memoria della gente comune, ovvero la memoria del quotidiano, rappresenta infatti un importante filone di ricerca storica attuale rilevante, non soltanto dal punto di vista scientifico, ma anche culturale, perché capace di far arrivare, attraverso la narrazione degli attori, lo stile di vita, i pensieri e i simboli di una tradizione culturale locale che altrimenti andrebbe a scomparire.
I lettori dell’associazione di promozione sociale #cosavuoichetilegga? di Albenga interpreteranno i diversi personaggi del nostro passato, mentre due danzatori, facenti parte della medesima associazione, concluderanno la serata dando corpo e movimento alla lettera di un pescatore che, nel rimorso di aver perso il suo grande amore, lo cerca invano.
Lettura e danza si fonderanno in un percorso culturale di grande valore scientifico e artistico, per ascoltare e vivere insieme ai nostri avi la loro (e forse anche un po’ nostra) vita quotidiana.
Per la cooperativa Arcadia, gestore delle grotte, è un vero piacere ospitare questo evento, come dichiara il presidente Aldo Genesio: “Unire natura e cultura è un obiettivo che abbiamo sempre perseguito sin dall’inizio della gestione di questo importante sito turistico e naturalistico; in questo caso la cultura si unisce alla tradizione, all’etnografia, a quanto ci hanno lasciato in eredità i nostri nonni e i nostri anziani, affinché la memoria di ciò che hanno fatto e di ciò che siamo stati non venga perduto e si tramandi alle nuove generazioni”.
