Personalità versata al colore, al movimento, alla considerazione e alla mediazione con le forme anche non rituali, il tutto rivisitato con spirito del tempo presente e una tavolozza piena e vivida che giunge al cuore dell’osservatore.
È proprio la vitalità del colore che mette a nudo la visione del mondo reale e intimo di Mariella Tissone in un gioco agrodolce di immagini, percezioni, apparizioni, fantasie, financo scene molto personali. Gorghi, vortici, turbamenti e abissi, clessidre per spegnere il tempo cronologico e quello mentale, l’uso antico del dittico per parlare del mondo, dell’uomo, del vero e del fantastico con genuina e franca opinione e originalità grafica in una esuberante, a volte, conversazione stilata con il pennello e il colore.
Opere a volte trascinanti, altre inquietanti, molte trepide e ricche di poesia ma anche drammaticità. Non è facile inquadrare la sua multiforme capacità inventiva che stupisce e induce, comunque alla riflessione, seppure con sguardo poco attento il suo disegno forte e primario potrebbe essere inteso come infantile.
Le sue pennellate sono decise, risolute, mai dubbiose o irrisolte, e puntano al valore intensamente espressivo, eloquente e incisivo del colore con la sperimentazione degli appostamenti possibili. La pittrice sceglie di vedere attraverso la sua arte la bellezza che ci circonda cercandone la verità, la grazia e l’eloquenza della Natura con intuizioni felici, scandagliando grattacieli che inducono a vertigini verticali oppure ascoltando il “canto” delle vele dispiegate nel Mar Mediterraneo.
