Nell’anniversario del crollo del ponte Morandi e nell’ambito del Festival “Parole Ubikate in mare”, organizzato dalla Libreria Ubik e dal Comune di Albissola Marina, mercoledì 14 agosto alle ore 21:15 in piazza della Concordia il giornalista Aldo Cazzullo presenta “Giuro che non avrò più fame. L’Italia della Ricostruzione” (Mondadori), libro che è stato per settimane ai primi posti nelle classifiche di vendita italiane. Letture a cura di Antonio Carlucci, attore e direttore artistico del Teatro Sacco.
Ora l’Italia è di nuovo un Paese da ricostruire. La lunga crisi ha fatto i danni di una guerra. Per questo dovremmo ritrovare l’energia e la fiducia in noi stessi di cui siamo stati capaci allora. “Anche oggi siamo un Paese da ricostruire. Vediamo come abbiamo fatto l’altra volta”. Il primo film che le nostre nonne e le nostre madri andarono a vedere dopo la guerra fu Via col vento. Molte si identificarono in una scena: Rossella torna nella sua fattoria la trova distrutta e siccome non mangia da giorni, strappa una piantina, ne rosicchia le radici la leva al cielo e grida: “Giuro che non soffrirò mai più la fame!”. Quel giuramento collettivo fu ripetuto da milioni di italiane e italiani. Fu così che settant’anni fa venne ricostruito un Paese distrutto.
Come scrive Aldo Cazzullo, “avevamo 16 milioni di mine inesplose nei campi. Oggi abbiamo in tasca 65 milioni di telefonini più di uno a testa, record mondiale. Solo un italiano su 50 possedeva un’automobile. Oggi sono 37 milioni oltre uno su due. Eppure eravamo più felici di adesso”.
Cazzullo racconta l’anno chiave della Ricostruzione, il 1948. Lo scontro del 18 aprile tra democristiani e comunisti. L’attentato a Togliatti e l’insurrezione che seguì. La vittoria al Tour di Bartali e l’era dei campioni poveri: Coppi e il Grande Torino cui restava un anno di vita. Le figure dei Ricostruttori, da Valletta a Mattei, da Olivetti a Einaudi. Il ruolo fondamentale delle donne, da Lina Merlin che si batte contro le case chiuse ad Anna Magnani che porta al cinema la vita vera. L’epoca della rivista: Wanda Osiris e Totò, Macario e Govi, il giovane Sordi e Nilla Pizzi.
Ma i veri protagonisti del libro sono le nostre madri e i nostri padri. La loro straordinaria capacità di lavorare e anche di tornare a ridere. Il racconto di un tempo in cui a Natale si regalavano i mandarini, ci si spostava in bicicletta, la sera si ascoltava tutti insieme la radio e intanto si faceva dell’Italia un Paese moderno.
