mercoledì
10
Luglio
2019

Giulia Pont in “Ti lascio perché ho finito l’ossitocina” al Teatro Vacca

mercoledì
10
Luglio
2019
"Ti lascio perché ho finito l'ossitocina" spettacolo teatrale Giulia Pont

Mercoledì 10 luglio alle ore 21:30 al “Teatro C. Vacca” di Peagna la Pro Loco di Ceriale presenta il terzo spettacolo in cartellone “Ti lascio perché ho finito l’ossitocina” di e con Giulia Pont per la regia di Francesca Lo Bue (Produzione Tangram Teatro Torino).

Una luce fredda bagna gli oggetti. Una musica senza melodia si diffonde nello spazio. Sulla scena un tavolino, una sedia rovesciata e un panno rosso. L’attrice entra in scena. Sembra proprio di essere di fronte ad uno strampalato spettacolo d’avanguardia, incomprensibile, noioso e pure mal recitato. Giulia, l’attrice di questa pièce, ha però altri pensieri per la testa e dopo pochi minuti interrompe tutto, spezza la quarta parete e comincia a confidarsi con il suo pubblico, trasformando la serata in una bizzarra seduta di psicoterapia: l’attrice è il paziente e gli spettatori il suo terapeuta.

Un gioco a due dove il pubblico, guidato dalla protagonista, si ritrova ad avere un ruolo attivo e fondamentale dello spettacolo ponendo le domande della terapia. Giulia racconta la sua delusione d’amore, le sue sventure, le sue nevrosi. Cerca risposte scientifiche che spieghino i sentimenti e leniscano la sofferenza. Tra pubblico e attrice si crea subito un rapporto intimo e di forte empatia: riconoscersi nei suoi turbamenti e nelle sue sventure è immediato.

Giulia ricrea situazioni e personaggi diversi: la parrucchiera Rosy, psicoterapeuta deludente, il trittico familiare zia – mamma – nonna, prodigo di consigli ottusi e non sollecitati, Silvia, la sfacciata “amica” in comune con l’ex fidanzato, e lui, Stefano, che l’ha lasciata per avere i suoi spazi e potersi dedicare a tempo pieno alla sua nuova passione, l’ukulele. La vendetta, desiderio incontenibile, rimane forse l’unico sollievo possibile e a farne le spese sarà uno Stefano qualunque, pescato a caso tra le prime file.

Lo spettacolo, circa 60 minuti di monologo arricchito di diversi momenti di improvvisazione, ha un ritmo coinvolgente, scuote, emoziona, diverte e lascia in bocca un sapore agrodolce.

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