Due conferenze e la presentazione di un libro organizzate dall’associazione Amici del San Giacomo aprono interessanti prospettive di approfondimento su alcuni aspetti e personaggi che riguardano l’antico complesso francescano, autentico focolare di cultura artistica e spirituale nella Savona del Rinascimento.
Sabato 19 ottobre alle ore 17 nella Sala Cappa della “Città dei Papi”, in via dei Mille 4, a Savona la professoressa Magda Tassinari terrà la conferenza “Da San Giacomo al Duomo: velluti da papa e ricami d’autore per la reliquia di san Sisto a Savona”, che riguarda la cosiddetta “veste di San Sisto”, un insieme di tessuti e ricami preziosi che rivestivano le reliquie del santo pontefice.
Provenienti dalle catacombe di Priscilla a Roma e arrivate a Savona nel 1612, le reliquie furono collocate nella Cappella Pavese in San Giacomo. Al momento della soppressione napoleonica della chiesa e del convento le spoglie di san Sisto furono trasportate nel duomo, dove sono vestite con alcuni frammenti di antichi paramenti già presenti nella sacrestia.
In modo particolare è stato del tutto eccezionale il rinvenimento di una figura a ricamo di san Giacomo, ritagliata e realizzata agli inizi del Cinquecento seguendo un cartone eseguito, con ogni probabilità, dal celeberrimo pittore fiorentino Filippino Lippi: il pezzo è attualmente esposto al Castello del Buonconsiglio di Trento alla grande mostra sul ricamo italiano tra Gotico e Rinascimento, in cui è stata una delle rivelazioni più ammirate.
Sabato 26 ottobre alle ore 17 nella Sala Cappa della “Città dei Papi”, in via dei Mille 4, a Savona si terrà la conferenza di Massimiliano Caldera “Ottavio Semino e i suoi fratelli: un pittore irrequieto dal San Giacomo di Savona alla Torino sabauda e alla Milano spagnola”. L’incontro è dedicato al pittore genovese Ottavio Semino che, insieme al fratello Andrea, dominò intorno alla metà del Cinquecento la scena artistica a Savona, imponendo il proprio linguaggio, costruito sulle novità decorative romane, ad una cerchia di raffinati committenti locali.
Tra questi, accanto agli Spinola di Garessio, ai Naselli Feo e ai Pavese, ci sono i Ferrero, che sceglieranno il raffinato decorativismo di questa bottega sia per il loro palazzo – l’odierna sede della Camera di Commercio – sia per la loro cappella nel presbiterio di San Giacomo: qui Semino diede prova non solo della propria padronanza degli ornati “a grottesca” ma anche del suo aggiornamento sui modelli di Michelangelo e di Raffaello.
Accusato dell’omicidio di un collega nel 1566, Ottavio dovette lasciare Savona e si rifugiò a Milano, dove fu accolto con tutti gli onori ed entrò nel circolo artistico del Lomazzo, ricevendo incarichi di assoluto prestigio come le decorazioni del salone di Palazzo Marino o del refettorio della Certosa di Pavia. Andrea Semino continuò invece i lavori lasciati interrotti a Savona dal fratello, che, ammirato da Carlo Emanuele I di Savoia durante un viaggio, inviterà il pittore ligure a Torino per eseguire un ciclo di dipinti perduti per il Castello.
Mercoledì 30 ottobre alle ore 17 nella Sala Rossa del Municipio la professoressa Paola Dubini commenterà il suo libro “Con la cultura non si mangia – Falso”.

