{"id":99960,"date":"2010-08-27T09:22:54","date_gmt":"2010-08-27T07:22:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=99960"},"modified":"2010-08-27T13:40:09","modified_gmt":"2010-08-27T11:40:09","slug":"gli-amministratori-pubblici-liguri-tra-i-meno-furbetti-di-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2010\/08\/gli-amministratori-pubblici-liguri-tra-i-meno-furbetti-di-italia\/","title":{"rendered":"Gli amministratori pubblici liguri tra i meno \u201cfurbetti\u201d di Italia"},"content":{"rendered":"<p>Gli amministratori liguri sono tra i meno \u201cfurbetti\u201d d\u2019Italia. A dirlo sono i numeri sull\u2019attivit\u00e0 della Corte dei Conti che, in materia di responsabilit\u00e0 amministrativa, infatti svolgono il 74% dell\u2019attivit\u00e0 nei confronti della Pubblica Amministrazione al Sud. Un dato che riguarda tutti i procedimenti attivati per reati compiuti da amministratori o dipendenti pubblici in occasione del loro rapporto d\u2019ufficio.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_173\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_173\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">E\u2019 quanto emerge da un\u2019analisi della Cgia di Mestre: \u201cI reati compiuti contro la Pubblica Amministrazione riempiono gli uffici della Corte dei Conti. I numeri lo confermano. Le cause avviate in Italia nel 2009 sono state 1.652, pari a 2,75 ogni 100 mila abitanti, mentre lo stock di giudizi ancora in corso ha toccato, al 31-12-2009, quota 3.680. Vale a dire 6,13 ogni 100 mila abitanti. Si tratta di procedimenti per tangenti, frodi comunitarie, illiceit\u00e0 nel conferimento di consulenze o nella retribuzione di incarichi a personale esterno, irregolarit\u00e0 gestionali nella realizzazione di opere pubbliche, illiceit\u00e0 nella gestione di servizi pubblici e in quella del comparto sanitario\u201d.<\/p>\n<p>\u201cDi questi 3.680 procedimenti in corso, il 74% circa (pari in termini assoluti a 2.721) riguarda il Mezzogiorno d\u2019Italia. A mettere in luce il malaffare che, purtroppo, investe la nostra Pubblica Amministrazione \u00e8 l\u2019Ufficio Studi della Cgia di Mestre che ha elaborato alcuni dati presentati nelle settimane scorse dalla Corte dei Conti \u2013 continua la nota -. Al Molise spetta la maglia nera con 31,48 cause aperte ogni 100 mila abitanti, mentre il Veneto \u00e8 la Regione pi\u00f9 virtuosa con 0,88 giudizi rimasti \u2018ancora in piedi\u2019 al 31 dicembre del 2009\u201d.<\/p>\n<p>E per fare il punto della situazione nel dettaglio gli esperti dell\u2019Ufficio studi della Cgia hanno costruito la mappa del \u201cmalaffare\u201d che mina la tenuta della nostra amministrazione pubblica. A cominciare, appunto, dal numero di giudizi aperti. Pertanto, dopo il Molise troviamo la Sicilia con 23,2 cause rimanenti ogni 100 mila abitanti, la Basilicata (16,09), la Calabria (13,29), la Campania (13,28) e la Sardegna (9, 22).<\/p>\n<p>Dopo il Veneto, tra le regioni meno interessate da questo triste fenomeno troviamo l\u2019Emilia Romagna (0,97 ogni 100.000 abitanti), la Lombardia (1,06) il Piemonte (1,20), la Liguria (1, 80) e il Friuli Venezia Giulia (2,36). La classifica rimane pressoch\u00e9 invariata anche quando si tratta di analizzare le cause \u201csorte\u201d nel 2009.<\/p>\n<p>\u201cSpecie sul fronte delle consulenze \u2013 commentano dall\u2019Ufficio Studi della Cgia di Mestre -, ci troviamo di fronte ad una vera e propria emergenza. Non si tratta di fatti episodici o di incapacita\u2019 di gestione, bensi\u2019 di una vera e propria patologia: c\u2019e\u2019 il rischio di compromettere nel tempo la tenuta dei bilanci delle amministrazioni\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli amministratori liguri sono tra i meno \u201cfurbetti\u201d d\u2019Italia. A dirlo sono i numeri sull\u2019attivit\u00e0 della Corte dei Conti che, in materia di responsabilit\u00e0 amministrativa, infatti svolgono il 74% dell\u2019attivit\u00e0 nei confronti della Pubblica Amministrazione al Sud. 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