{"id":98040,"date":"2010-08-19T12:19:05","date_gmt":"2010-08-19T10:19:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=98040"},"modified":"2010-08-19T19:41:48","modified_gmt":"2010-08-19T17:41:48","slug":"confartigianato-la-burocrazia-costa-oltre-16-milioni-alle-imprese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2010\/08\/confartigianato-la-burocrazia-costa-oltre-16-milioni-alle-imprese\/","title":{"rendered":"Confartigianato: la burocrazia costa oltre 16 milioni alle imprese"},"content":{"rendered":"<p>Sono Ravenna, Reggio Emilia e Prato le province in cui la pubblica amministrazione \u00e8 \u201camica\u201d delle imprese, mentre a Catanzaro, Roma e Campobasso si registra l\u2019ambiente pi\u00f9 difficile per metter su un\u2019azienda.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_477\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_477\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Cos\u00ec risulta dalla classifica stilata dall\u2019Ufficio studi di Confartigianato che, per ciascuna provincia, ha misurato la qualit\u00e0 di alcuni servizi pubblici (dalla possibilit\u00e0 di fare pagamenti on line ai tempi di pagamento della pubblica amministrazione verso le aziende private) necessari per avviare e gestire un\u2019attivit\u00e0 imprenditoriale.<\/p>\n<p>Le aree con il contesto pi\u00f9 adatto alle attivit\u00e0 produttive risultano tutte al Nord, mentre le province con il maggior peso di burocrazia a carico delle aziende sono invece al Centro-Sud.<\/p>\n<p>Gli esempi virtuosi non fanno tuttavia venir meno le preoccupazioni per il costo complessivo della burocrazia a carico delle imprese: secondo Confartigianato, infatti, le aziende dei settori manifatturiero, costruzioni e servizi \u201cbruciano\u201d 16.629 milioni di euro l\u2019anno, pari a circa un punto di Pil, equivalente ad un costo medio per azienda di 12.334 euro. E la quota maggiore di questi oneri, pari al 76,3%, \u00e8 a carico delle microimprese con meno di dieci dipendenti.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 condanna l\u2019Italia al penultimo posto tra le 30 economie avanzate per la facilit\u00e0 di fare impresa. Solo la Grecia fa peggio. Nella classifica mondiale il nostro Paese occupa la 78\u00b0 posizione. Evidenziando infine le criticit\u00e0 relative ai tempi d\u2019avvio di una nuova impresa, per i quali l\u2019Italia si colloca al 75\u00b0 posto nel mondo, Confartigianato fa notare che l\u2019introduzione della Comunicazione Unica dal primo aprile \u201cva nella direzione giusta della semplificazione\u201d, \u201cma non \u00e8 sufficiente\u201d e molte delle procedure necessarie rimangono ancora fuori dall\u2019ambito di ComUnica.<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 impensabile che un\u2019impresa sia favorita se si trova in provincia di Ravenna e sfavorita se \u00e8 in provincia di Catanzaro, la concorrenza non \u00e8 leale perch\u00e9 non dipende dalle capacit\u00e0 ma dalla sorte\u201d sottolinea il presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini che, per equiparare le situazioni, chiede al governo di \u201cdare attuazione concreta al provvedimento contenuto in Finanziaria sulla \u2018Segnalazione certificata di inizio di attivit\u00e0\u2019 (Scia), per cui un imprenditore apre un\u2019impresa e poi vengono vengono fatti i controlli\u201d.<\/p>\n<p>A livello mondiale le peggiori performance dell\u2019Italia vanno dalla soluzione giudiziale delle controversie commerciali (156\u00b0 posto) ai tempi di pagamento di imposte e contributi (136\u00b0), dall\u2019assunzione personale (99\u00b0) al trasferimento di una propriet\u00e0 immobiliare (98\u00b0), all\u2019accesso al credito (87\u00b0) e alla concessione di licenze edilizie (85\u00b0).<\/p>\n<p>Per i tempi di avvio di una nuova impresa si colloca al 75\u00b0 posto, ma nell\u2019ambito delle economie avanzate \u00e8 appena 21\u00b0 tra le 27 economie Ocse. Proprio a proposito dei tempi d\u2019avvio d\u2019impresa, Confartigianato ripone speranze nella Segnalazione certificata di inizio attivit\u00e0, che dovrebbe migliorare i risultati ottenuti dalla Comunicazione Unica (dal primo aprile sostituisce le precedenti quattro procedure), ma fa notare che, secondo una propria analisi, resta \u201cancora elevato\u201d il numero di pratiche da gestire in fase di avvio e \u201cancora insufficiente\u201d l\u2019utilizzo da parte della pubblica amministrazione delle tecnologie online.<\/p>\n<p>Nei settori della gelateria artigianale, dell\u2019acconciatura e dell\u2019edilizia, ad esempio, rimangono fuori dall\u2019ambito di ComUnica 14 delle 16 procedure necessarie per avviare l\u2019impresa.<\/p>\n<p>L\u2019analisi effetuata sul campo dalle associazioni di Confartigianato evidenzia l\u2019ancora elevato numero di pratiche da gestire in fase di avvio e l\u2019ancora insufficiente utilizzo da parte delle pubbliche amministrazioni di tecnologie on line.<\/p>\n<p>In Italia solo 274 amministrazioni locali su 8.583, pari al 3,2% del totale, offrono servizi web a piena interattivit\u00e0. I Comuni con servizi web a piena interattivit\u00e0 sono solo 244 su 8.101 , pari al 3% del totale. Per le Comunit\u00e0 montane la percentuale scende all\u20191,9%. Pu\u00f9 alta l\u2019offerta di servizi web interattivi per le Province (10,9%) e per le Regioni e Province autonome (54,5%).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono Ravenna, Reggio Emilia e Prato le province in cui la pubblica amministrazione \u00e8 \u201camica\u201d delle imprese, mentre a Catanzaro, Roma e Campobasso si registra l\u2019ambiente pi\u00f9 difficile per metter su un\u2019azienda. 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