{"id":96367,"date":"2010-07-30T15:49:57","date_gmt":"2010-07-30T13:49:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=96367"},"modified":"2010-07-30T15:49:57","modified_gmt":"2010-07-30T13:49:57","slug":"savona-quale-futuro-per-il-santuario-il-pensiero-di-don-magnano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2010\/07\/savona-quale-futuro-per-il-santuario-il-pensiero-di-don-magnano\/","title":{"rendered":"Savona, &#8220;Quale futuro per il Santuario?&#8221;: il pensiero di Don Magnano"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Il futuro del Santuario di di Nostra Signora di Misericordia \u00e8 al centro dell\u2019editoriale dell\u2019ultimo numeri de \u201cIl Letimbro\u201d. Il direttore don Angelo Magnano infatti si concentra sulle ultime vicende legate alla gestione del Santuario e sulle future decisioni che i soggetti interessati dovranno prendere per l\u2019atteso rilancio della struttura religiosa.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_12\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_12\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cNel bel mezzo della soffocante afa di luglio \u00e8 uscita la notizia che non sar\u00e0 la congregazione religiosa piemontese, interpellata dalla diocesi di Savona-Noli, a gestire il Santuario di N.S. della misericordia. Nulla di fatto o, se preferite, buco nell\u2019acqua. Dopo mesi di discussioni nelle vicarie e nel Consiglio presbiterale tra i fronti dei favorevoli e degli scettici, quando ormai si era arrivati a pronunciare un timido \u2018s\u00ec\u2019, l\u2019ordine piemontese ha fatto marcia indietro, per difficolt\u00e0 proprie, ed \u00e8 sfumato (almeno per ora) un accordo che poteva riportare al Santuario, dopo circa un secolo dal precedente illustre degli Agostiniani, una comunit\u00e0 religiosa\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSi ricomincia cos\u00ec daccapo, e per ora restano in sella i due sacerdoti \u2013 monsignor Andrea Giusto e don Domenico Venturetti \u2013 che curano le sorti della basilica. Ma il problema rimane aperto, e col tempo rischia di acutizzarsi, se \u00e8 vero \u2013 come confermano pi\u00f9 voci dalla zona a cominciare da quelle della Locanda \u2013 che in questi ultimi tempi i pellegrini di passaggio sono aumentati. Merito della visita di Benedetto XVI e dell\u2019ormai celebre rosa d\u2019oro? O della nomina della basilica savonese a Santuario nazionale delle confraternite? Comunque sia, il dato positivo va registrato. Diciamolo senza giri di parole: la questione Santuario va affrontata con urgenza, e sono due i nodi fondamentali a cui dar risposta\u201d aggiunge Don Magnano.<\/p>\n<p>\u201cAnzitutto quello pastorale. Non ci si pu\u00f2 trincerare dietro la solita argomentazione della carenza di preti. Argomento inoppugnabile, ci mancherebbe, ma il discorso \u00e8 un altro: la diocesi intende dare un\u2019effettiva centralit\u00e0 al suo Santuario o no? Questa basilica \u00e8, insieme alla Cattedrale, la chiesa pi\u00f9 importante o non lo \u00e8? Pu\u00f2 diventare \u2013 come il Santuario della Guardia a Genova ed altri \u2013 un luogo di spiritualit\u00e0 mariana che la diocesi senta come proprio ed insostituibile? Se la risposta a queste domande \u00e8 affermativa, allora non si pone il problema della carenza di preti: la chiesa di Savona-Noli deve investire su questo luogo, e ripensare a trecentosessanta gradi la proposta spirituale e pastorale che pu\u00f2 partire dal Santuario. E sarebbe allora importante che le risorse umane per gestirlo venissero dalla diocesi stessa, piuttosto che da una congregazione religiosa la quale inevitabilmente imprimerebbe il suo \u201cmarchio di fabbrica\u201d alla basilica\u201d.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019altro nodo \u00e8 quello dell\u2019accoglienza. Rimane abbastanza scandaloso che qualsiasi gruppo di pellegrini venga a visitare il Santuario non trovi nemmeno, al momento attuale, un salone per riunirsi o uno spazio per posare i bagagli. E che la recettivit\u00e0 alberghiera della zona sia limitata alle poche camere offerte dalla Locanda. Se si vuole incrementare (cristianamente) l\u2019afflusso dei pellegrinaggi o (laicamente) il turismo religioso, il minimo che si chiede \u00e8 la disponibilit\u00e0 di spazi. Che mancano clamorosamente, anche in edifici come il palazzo delle Azzarie dove un tempo si poteva trovare un minmo d\u2019accoglienza. La domanda, come si pu\u00f2 intuire, \u00e8 rivolta soprattutto alle Opere sociali (proprietarie dell\u2019intero complesso annesso al Santuario oltrech\u00e9 di quest\u2019ultimo) che hanno avviato in questi anni importanti campagne di restauro e potenziato l\u2019offerta museale, ma non hanno finora messo mano ad una vera \u201cpolitica\u201d dell\u2019accoglienza\u201d.<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 chiaro che i due nodi sono tra loro strettamente intrecciati, e che la loro soluzione passer\u00e0 ancora una volta da una auspicabile sinergia fra la diocesi, il Comune di Savona e le Opere sociali. Una sinergia quanto mai urgente, se si vuole evitare il rischio che uno dei Santuari pi\u00f9 illustri d\u2019Italia (non solo per le confraternite) rimanga chiuso per \u2018mancanza d\u2019interesse\u2019, salvo ovviamente il 18 marzo. Non sarebbe un bel miracolo, dopo aver ottenuto la rosa d\u2019oro, riuscire a farla appassire\u201d conclude il direttore de \u201cIl Letimbro\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Il futuro del Santuario di di Nostra Signora di Misericordia \u00e8 al centro dell\u2019editoriale dell\u2019ultimo numeri de \u201cIl Letimbro\u201d. 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