{"id":94236,"date":"2010-07-08T17:13:50","date_gmt":"2010-07-08T15:13:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=94236"},"modified":"2010-07-09T11:11:55","modified_gmt":"2010-07-09T09:11:55","slug":"inquinamento-industriale-legambiente-italiana-coke-prima-in-italia-per-benzene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2010\/07\/inquinamento-industriale-legambiente-italiana-coke-prima-in-italia-per-benzene\/","title":{"rendered":"Inquinamento industriale, Legambiente: &#8220;Italiana Coke prima in Italia per benzene&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria.<\/strong> Pessima performance della Liguria sulle emissioni inquinanti industriali. A dirlo il dossier annuale di Legambiente che critica anche la nuova direttiva europea sulle emissioni inquinanti molto permissiva per l\u2019Italia. L\u2019Italiana Coke di Cairo Montenotte si conferma il primo impianto in Italia per emissione di benzene, mentre le tre centrali termoelettriche (Genova, La Spezia e Vado Ligure)\u00a0restano nella parte alta della classifica degli impianti che emettono pi\u00f9 sostanze inquinanti. Legambiente chiede che la Liguria modifiche un modello energetico basato sulle fonti fossili ed il carbone.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_932\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_932\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_932').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_932\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cNonostante la nuova direttiva limiti in parte le possibilit\u00e0 di deroga, gli impianti industriali e le centrali a carbone che finora hanno potuto inquinare senza adeguarsi alle BAT potranno continuare a farlo per almeno un altro decennio, mentre i cittadini italiani dovranno continuare a pagare i costi ambientali e sanitari provocati dall\u2019attivit\u00e0 inquinante di questi impianti \u2013 ha dichiarato Stefano Ciafani, responsabile scientifico nazionale di Legambiente -. Nella nuova direttiva, inoltre, i criteri di applicazione delle BAT continuano a mantenere la forma di \u2018linee guida\u2019 e non di criteri legalmente vincolanti, lasciando spazio a possibili abusi da parte degli Stati membri e rendendo pi\u00f9 difficile la funzione di controllo della Commissione\u201d.<\/p>\n<p>In Liguria saranno oggetto di questa direttiva importanti impianti produttivi come la Italiana Coke di Bragno a Cairo Montenotte e le centrali termoelettriche a carbone di Genova e La Spezia (Enel) e Vado Ligure (Tirreno Power).<\/p>\n<p>Nel dossier nazionale di Legambiente sulle emissioni industriali presentato la Liguria fornisce una performance purtroppo negativa, sia in termini di emissioni clima alteranti come la CO2 che per le altre tipologie, che sono dannose per la salute dei cittadini e per l\u2019ambiente. In particolare l\u2019impianto dell\u2019Italiana Coke di Bragno \u00e8 risultato primo in Italia nelle emissioni di benzene con 16,6 t\/a emesse in aria. Non se la cavano meglio le centrali termoelettriche liguri: nella classifica stilata da Legambiente la Centrale Enel\u00a0 di Genova sotto la Lanterna \u00e8 7a su 101 ( questo \u00e8 il numero di centrali termoelettriche e altri impianti industriali che hanno dichiarato le emissioni di Ossidi di Zolfo) con 8280 t\/a mentre \u00e8 11a (su 287 industrie che hanno dichiarato le emissioni di Ossidi Azoto) con 3560 t\/a.<\/p>\n<p>Bassa performance anche per la centrale termoelettrica di Vado Ligure che si piazza al tredicesimo posto per gli SOx con 4960 t\/a e al quindicesimo per gli NOx con 3030 t\/a.<\/p>\n<p>\u201cDi fronte a questi dati \u00e8 del tutto evidente che la Liguria deve uscire dalla produzione energetica e dalle fonti di emissioni industriali basate sui combustibili fossili e puntare sulle rinnovabili. E\u2019 un impegno che chiediamo venga preso davvero sul serio dalla Regione, e su questo chiamiamo direttamente in\u00a0 causa il presidente Claudio Burlando\u201d ha commentato ancora Stefano Sarti, presidente regionale di Legambiente.<\/p>\n<p>\u201cChiudere la centrale Enel di Genova, opporsi all\u2019ampliamento della centrale di Vado Ligure, e pi\u00f9 in generale chiudere con la produzione a carbone nelle tre centrali termoelettriche \u2013 dove dovr\u00e0 essere usato come combustibile di transizione il metano \u2013 in favore di risparmio efficienza e fonti rinnovabili questo dovr\u00e0 essere l\u2019impegno concreto di Regione, Province e Comuni. Chiediamo anche un impegno concreto per risolvere la questione dell\u2019Italian Coke di Bragno che, come dicono i dati nazionali, \u00e8 molto grave per quel territorio, impegno che deve essere pressante anche e soprattutto per il Comune cairese\u201d ha concluso il responsabile di Legambiente Liguria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria. Pessima performance della Liguria sulle emissioni inquinanti industriali. A dirlo il dossier annuale di Legambiente che critica anche la nuova direttiva europea sulle emissioni inquinanti molto permissiva per l\u2019Italia. 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