{"id":94172,"date":"2010-07-08T10:39:04","date_gmt":"2010-07-08T08:39:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=94172"},"modified":"2010-07-08T14:32:32","modified_gmt":"2010-07-08T12:32:32","slug":"fumo-sms-cibo-e-pc-mentre-si-guida-la-distrazione-e-il-primo-fattore-di-incidentalita-stradale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2010\/07\/fumo-sms-cibo-e-pc-mentre-si-guida-la-distrazione-e-il-primo-fattore-di-incidentalita-stradale\/","title":{"rendered":"Fumo, sms, cibo e pc mentre si guida: distrazione, prima causa di incidenti"},"content":{"rendered":"<p>E\u2019 la distrazione il nemico numero uno degli italiani che si mettono al volante. Guidare con poca concentrazione \u00e8 considerato infatti il primo fattore di incidentalit\u00e0 stradale. Ad affermarlo \u00e8 il 51% degli italiani intervistati che ammette di aver avuto un incidente stradale dovuto alla distrazione. Questo \u00e8 quanto emerge dall\u2019indagine Ipsos \u201cGli italiani al volante. La distrazione alla guida tra realt\u00e0 e percezione\u201d, promossa e presentata dalla Fondazione Ania per la Sicurezza Stradale, la Onlus delle Compagnie di assicurazione, in occasione del lancio della campagna di comunicazione \u201cPensa a guidare\u201d voluta per sensibilizzare sui pericoli della guida distratta.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_795\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_795\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Nel 2008 sulle strade italiane si sono verificati oltre 3 milioni e mezzo di incidenti di cui i due terzi sono stati causati da errate condotte di guida. Un dato impressionante che impone di analizzare al microscopio queste evidenze e di iniziare a considerare la guida distratta come uno dei principali rischi per la sicurezza stradale.<\/p>\n<p>Secondo la Fondazione ANIA la guida distratta \u00e8 un problema tra i meno conosciuti e contrastati nel nostro Paese, poich\u00e9 \u00e8 difficilmente misurabile. Dall\u2019indagine Ipsos emerge, infatti, che il 76% degli italiani riconduce al fattore umano \u2013 in particolare alla distrazione (54%) e al mancato rispetto del codice della strada (19%) \u2013 la principale causa degli incidenti stradali, seguito dal fattore ambientale (18%) e dalle condizioni del veicolo (6%). Tra le attivit\u00e0 pi\u00f9 pericolose alla guida gli italiani indicano l\u2019utilizzo del PC (90%), mangiare o bere (82%), fumare (60%), ma anche parlare con il cellulare (50%), digitare un SMS (76%) o comporre un numero telefonico (45%). Nonostante ci\u00f2, circa la met\u00e0 degli intervistati mentre guida parla normalmente con altre persone, un terzo cambia le stazioni della radio, un quarto telefona con il vivavoce e un quinto circa utilizza il navigatore satellitare.<\/p>\n<p>Generalmente sono i pi\u00f9 giovani, tra i 18 e i 24 anni, a scrivere SMS o inserire un CD, mentre cambiare i canali della radio o telefonare \u00e8 un tipico comportamento delle persone tra i 25 e i 44 anni. Al contrario, interagire con il navigatore e leggere il giornale \u00e8 un comportamento tipico degli autisti over45. Gesti quotidiani che nascondono un potenziale pericolo. Sono, infatti, in molti a ignorare che i tempi di reazione di chi guida e contemporaneamente utilizza un dispositivo elettronico si riducono del 50% e che la soglia di attenzione si abbassa notevolmente e diventa simile a quella di chi guida con 0,8 g\/l di alcol nel sangue.<\/p>\n<p>La guida distratta \u00e8 un\u2019emergenza non solo italiana, se si considera che all\u2019estero questo fenomeno \u00e8 percepito pi\u00f9 di quanto non lo sia nel nostro Paese: negli Stati Uniti una serie di inchieste sui rischi della distrazione al volante sono valse il premio Pulitzer al giornalista Matt Richtel del New York Times. E anche all\u2019estero i numeri sono impressionanti: nel 2008 sulle strade statunitensi sono morte 5.870 persone a causa della guida distratta: il 18% in pi\u00f9 rispetto al 2004 e il 30% erano giovani under30. Le ricerche statunitensi dimostrano che l\u2019uso del telefonino alla guida rappresenta la distrazione pi\u00f9 ricorrente. Sono le persone nella classe di et\u00e0 compresa tra i 30 e i 49 anni a farne maggiormente uso (Fonte: National Highway Traffic Safety Administration).<\/p>\n<p>\u201cL\u2019indagine Ipsos \u2013 ha dichiarato Sandro Salvati, Presidente della Fondazione Ania per la Sicurezza Stradale \u2013 \u00e8 lo specchio dei comportamenti degli italiani al volante. La guida distratta viene spesso indicata come uno dei principali fattori di incidentalit\u00e0 stradale, eppure non esiste da parte dei guidatori una corretta percezione di comportamenti abitudinari ma potenzialmente a rischio. L\u2019obiettivo della campagna \u2018Pensa a guidare\u2019 \u00e8 proprio quello di sensibilizzare su questo problema e dissuadere dall\u2019assumere condotte di guida che possano mettere a rischio la propria vita e quella degli altri\u201d.<\/p>\n<p>\u201cDobbiamo prendere coscienza che il problema della guida distratta esiste anche nel nostro Paese \u2013 prosegue Salvati \u2013 e sta diventando una vera e propria epidemia. Come sostiene uno studio della Scuola Normale Superiore di Parigi il nostro cervello non \u00e8 fatto per il multi-tasking: scrivere un\u2019email, rispondere al telefono, ascoltare musica nello stesso momento crea un deficit di concentrazione e un abbassamento dei livelli di attenzione, tutti potenziali fattori di rischio se si \u00e8 al volante di un\u2019auto. E la distrazione pu\u00f2 essere letale anche a bassa velocit\u00e0 e per comportamenti che non ci sembrano pericolosi: un genitore che si volta verso i bambini seduti nel sedile posteriore distoglie lo sguardo dalla strada per 2 secondi\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIn caso di pericolo questo porter\u00e0 a frenare oltre 20 metri dopo anche procedendo a soli 40km\/h. In autostrada prendere in mano il cellulare per vedere chi sta chiamando porta a percorrere oltre 90 metri senza guardare se ci si mettono solo 3 secondi e si procede a 110km\/h. Lo stesso Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama ha proibito ai dipendenti federali di inviare SMS mentre sono alla guida perch\u00e9 parlando al cellulare si aumenta di 4 volte il rischio di commettere incidenti. E\u2019 quindi fondamentale che anche in Italia venga percepita la portata di questo problema e che il Governo, le Istituzioni, le Forze dell\u2019Ordine e i cittadini facciano la propria parte per contrastare un\u2019emergenza ancora sconosciuta perch\u00e9 difficilmente misurabile\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019indagine \u00e8 stata condotta da Ipsos nel 2010, con metodologia CATI (Computer Aided Telephone Interviewing) su un campione di 1.000 guidatori maggiorenni, uomini e donne di et\u00e0 compresa tra i 18 e i 65 anni, rappresentativo della popolazione italiana, con un approfondimento sulla province di Milano, Bologna, Roma e Napoli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 la distrazione il nemico numero uno degli italiani che si mettono al volante. Guidare con poca concentrazione \u00e8 considerato infatti il primo fattore di incidentalit\u00e0 stradale. 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