{"id":92604,"date":"2010-06-21T18:28:47","date_gmt":"2010-06-21T16:28:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=92604"},"modified":"2010-06-22T13:22:22","modified_gmt":"2010-06-22T11:22:22","slug":"per-soldi-simula-una-rapina-con-sequestro-scoperto-dalla-polizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2010\/06\/per-soldi-simula-una-rapina-con-sequestro-scoperto-dalla-polizia\/","title":{"rendered":"Per soldi simula una rapina con sequestro: scoperto dalla polizia (foto)"},"content":{"rendered":"<p><strong>Vado Ligure.<\/strong> Appropiazione indebita con l\u2019aggravante dell\u2019abuso delle relazioni d\u2019ufficio, simulazione di reato aggravata e procurato allarme presso le autorit\u00e0. Con queste accuse \u00e8 indagato a piede libero Simone S. 35enne savonese, dipendente dal mese di luglio dell\u2019anno scorso presso la Sala giochi \u201cGolden Joker\u201d di via Primo Maggio a Vado Ligure, che ha architettato una simulazione di rapina con tanto di sequestro di persona.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_309\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_309\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Tutto inizia con una segnalazione arrivata alla polizia alle 12 e 15 di ieri quando Simone S. chiede l\u2019intervento delle forze dell\u2019ordine denunciando di essere stato vittima di una sequestro a scopo di rapina. Ha raccontato di essere stato avvicinato da due uomini a volto coperto, con abiti scuri, mentre si trovava nei pressi della sua auto, una Ford Focus; gli hanno puntato la pistola alla testa e l\u2019hanno costretto a salire sulla sua vettura per recarsi nell\u2019esercizio vadese dove presta lavoro, asportando poi dai registri e dalla cassaforte una somma pari a 14 mila euro, oltre all\u2019hard disk relativo alla contabilit\u00e0 del del personal computer. A quel punto lo avrebbero legato e imbavagliato lasciandolo rinchiuso nel portabagagli dell\u2019auto, nei pressi del cimitero di Zinola. Da l\u00ec Simone S.\u00a0si sarebbe riuscito a liberare per telefonare da una cabina e allertare la polizia.<\/p>\n<p>Nel frattempo la Questura, che aveva attivato le ricerche dei due presunti rapinatori, ha messo in piedi un apparato investigativo che ha permesso di smascherare il 35 enne savonese. Ad insospettire la Squadra Mobile il racconto relativo alla fascette con cui sarebbe stato legato, assai resistenti e che difficilmente permettono di liberarsi, senza contare che la presunta vittima non presentava segni di natura contusiva, infine altro aspetto poco chiaro perch\u00e8 i due presunti rapinatori avrebbero\u00a0prelevato solo l\u2019hard disk della contabilit\u00e0 e non tutto il pc, pi\u00f9 semplice e pi\u00f9 veloce. Dall\u2019analisi dei primi elementi investigativi la polizia ha quindi cominciato a \u201cfocalizzarsi\u201d su\u00a0Simone S., che nella tarda mattinata \u00e8 arrivato a cambiare versione, sostenendo che non si trattava di una rapina con sequestro ma di un tentativo di estorsione. Una mossa quella del 35 enne savonese che ha fatto precipitare la sua posizione. Per la Squadra Mobile savonese era chiaro di essere di fronte ad una simulazione di reati. Alla fine, messo alle strette dalle domande dei poliziotti, Simone S ha confessato, motivando la sua azione, cos\u00ec elaborata, con la necessit\u00e0 di avere quei soldi, 14 mila euro, per iniziare una nuova attivit\u00e0. Il denaro era stato infatti nascosto dallo stesso 35enne, in parte presso un furgone, un\u2019altra parte in un magazzino a Savona.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vado Ligure. Appropiazione indebita con l\u2019aggravante dell\u2019abuso delle relazioni d\u2019ufficio, simulazione di reato aggravata e procurato allarme presso le autorit\u00e0. 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