{"id":92482,"date":"2010-06-20T14:01:44","date_gmt":"2010-06-20T12:01:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=92482"},"modified":"2010-06-20T17:59:48","modified_gmt":"2010-06-20T15:59:48","slug":"allarme-coldiretti-non-solo-mozzarella-almeno-il-50-della-spesa-e-anonima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2010\/06\/allarme-coldiretti-non-solo-mozzarella-almeno-il-50-della-spesa-e-anonima\/","title":{"rendered":"Allarme Coldiretti: &#8221;Non solo mozzarella, almeno il 50% della spesa \u00e8 anonima&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>\u201cCirca la meta\u2019 della spesa degli italiani e\u2019 anonima, con l\u2019acquisto di prodotti per i quali non e\u2019 obbligatorio indicare in etichetta la provenienza e, quindi, con la possibilita\u2019 concreta che vengano spacciati come Made in Italy prodotti importati a rischio frodi\u201d. E\u2019 quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che l\u2019importazione di mozzarella \u2018blu\u2019 dalla Germania \u201ce\u2019 solo la punta di un iceberg di traffici alle frontiere spesso fondati sulla mancanza di trasparenza che favoriscono anche le contraffazioni\u201d. \u201cL\u2019inganno del falso Made in Italy \u2013 denuncia \u2013 riguarda due prosciutti su tre venduti come italiani ma provenienti da maiali allevati all\u2019estero, ma anche un terzo della pasta che e\u2019 ottenuta da grano che non e\u2019 stato coltivato in Italia all\u2019insaputa dei consumatori, oltre che tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro che sono stranieri senza indicazione in etichetta come pure la meta\u2019 delle mozzarelle\u201d.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_289\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_289\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_289').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_289\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cNegli ultimi anni con la mobilitazione a favore della trasparenza dell\u2019informazione, la Coldiretti \u2013 sottolinea la Confederazione degli imprenditori agricoli \u2013 e\u2019 riuscita a ottenere l\u2019obbligo di indicare la provenienza per carne bovina, ortofrutta fresca, uova, miele, latte fresco, pollo, passata di pomodoro, extravergine di oliva ma ancora molto resta da fare con l\u2019etichetta che e\u2019 anonima per circa la meta\u2019 della spesa: dai formaggi ai salumi, dalla pasta ai succhi di frutta\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019inganno del falso Made in Italy a tavola dovuto alla vendita in Italia di prodotti alimentari, pagati come italiani senza esserlo per la mancanza dell\u2019obbligo di indicare l\u2019origine in etichetta, costa ben 4,2 miliardi, secondo una indagine Coldiretti dalla quale emerge che quasi la meta\u2019 degli italiani (47%) ritiene un alimento realizzato con prodotti coltivati o allevati interamente in Italia valga almeno il 30 per cento in piu\u2019, per una superiorita\u2019 attribuita nell\u2019ordine al rispetto di leggi piu\u2019 severe, alla bonta\u2019 e freschezza e alla garanzia di maggiori controlli. Secondo l\u2019indagine Coldiretti-Swg sulle abitudini degli italiani la quasi totalita\u2019 dei cittadini (97%) considera necessario che debba essere sempre indicato in etichetta il luogo di origine della componente agricola contenuta negli alimenti. Colmare questo ritardo \u2013 continua la Coldiretti \u2013 e\u2019 un grande responsabilita\u2019 nell\u2019interesse degli imprenditori agricoli ma soprattutto dei consumatori e della trasparenza e competitivita\u2019 dell\u2019intero sistema Paese.<\/p>\n<p>\u201cUn segnale incoraggiante \u2013 sottolinea la Coldiretti- arriva dal Parlamento italiano dove con l\u2019approvazione del disegno di legge sull\u2019etichettatura obbligatoria di origine degli alimenti presentato da Scarpa Bonazza Buora al Senato dove e\u2019 stato ampiamente condiviso sia in commissione Agricoltura che in Aula e deve ora essere approvato dalla Camera\u201d. \u201cPeraltro \u2013 prosegue la Confederazione \u2013 lo stesso Parlamento Europeo ha votato finalmente a favore dell\u2019obbligo di indicare il luogo di origine per carne, ortofrutticoli freschi e appunto prodotti lattiero caseari tra i prodotti che si compongono di un unico ingrediente che, oltre al prodotto agricolo, prevedono solo degli eccipienti come acqua, sale, zucchero, e per quelli trasformati che hanno come ingrediente la carne, il pollame ed il pesce\u201d. \u201cSi tratta di novita\u2019 positive \u2013 conclude l\u2019associazione \u2013 contenute, grazie al pressing della Coldiretti, nel testo votato in seduta plenaria in prima lettura, della Relazione dell\u2019On Renate Sommer relativo alla proposta di regolamento sulle indicazioni alimentari ai consumatori\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cCirca la meta\u2019 della spesa degli italiani e\u2019 anonima, con l\u2019acquisto di prodotti per i quali non e\u2019 obbligatorio indicare in etichetta la provenienza e, quindi, con la possibilita\u2019 concreta che vengano spacciati come Made in Italy prodotti importati a rischio frodi\u201d. 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