{"id":91149,"date":"2010-06-05T09:47:17","date_gmt":"2010-06-05T07:47:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=91149"},"modified":"2010-06-05T12:18:07","modified_gmt":"2010-06-05T10:18:07","slug":"ue-nuove-norme-per-i-divorzi-comunitari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2010\/06\/ue-nuove-norme-per-i-divorzi-comunitari\/","title":{"rendered":"Unione Europea, nuove norme per i divorzi &#8220;comunitari&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Via libera \u2018storico\u2019 dell\u2019Ue a 14 stati europei, tra cui l\u2019Italia, per l\u2019adozione di regole pi\u00f9 semplici e con pi\u00f9 tutele per il divorzio di coppie formate da coniugi di nazionalit\u00e0 diversa. Si tratta infatti della prima cooperazione rafforzata della storia dell\u2019Ue, una procedura resa possibile dall\u2019entrata in vigore del Trattato di Lisbona. La decisione \u00e8 stata presa oggi dal Consiglio Ue giustizia a Lussemburgo.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_896\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_896\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Sui 122 milioni di matrimoni registrati nell\u2019Ue, ce ne sono circa 16 milioni, pari al 13%, in cui marito e moglie provengono da due paesi diversi, oppure vivono in paesi diversi o ancora abitano in un paese diverso da quello di origine. I problemi, per\u00f2, cominciano quando l\u2019amore finisce. Nel solo 2007 sul milione di divorzi Ue, circa 140.000 (13% del totale) avevano un elemento internazionale. Quale legge applicare allora, e come tutelare gli interessi del partner pi\u00f9 \u2018debole\u2019 evitando il \u2018turismo giudiziario\u2019?<\/p>\n<p>Con le nuove norme approvate oggi a Lussemburgo, le coppie potranno scegliere la legislazione nazionale applicabile al loro divorzio, purch\u00e9 sia legata alla nazionalit\u00e0 di uno dei due coniugi o alla residenza effettiva della coppia. In caso di mancato accordo o di assenza di accordo tra i coniugi, invece, i giudici potranno decidere in base ad una serie di parametri chiari ed uguali per tutti i 14 stati membri dell\u2019Ue che hanno deciso di cooperare tra loro in materia di diritto di famiglia. Oltre all\u2019Italia, i paesi Ue coinvolti sono Francia, Spagna, Germania, Austria, Lussemburgo, Ungheria, Romania, Bulgaria, Slovenia, Belgio, Lettonia, Malta e Portogallo. Finlandia e Cipro hanno inoltre manifestato la loro intenzione di inserirsi successivamente nel gruppo<\/p>\n<p>Per esempio, una coppia lituano-svedese residente in Italia potr\u00e0 chiedere all\u2019autorit\u00e0 giurisdizionale italiana di applicare la legge lituana o svedese oppure quella italiana. Attualmente, invece, il coniuge che puo\u2019 permettersi di sostenerne le spese puo\u2019 \u2018correre in tribunale\u2019 in un altro paese dove la legge tutela i suoi interessi a scapito di quelli dell\u2019ex. Con le nuove norme che prevedono una casistica precisa, invece, si impedisce il \u2018turismo giudiziario\u2019, garantendo l\u2019applicazione della legge del paese in cui il coniuge si rivolge al giudice o in cui aveva l\u2019ultima residenza con il partner, o ancora del paese in cui entrambi i coniugi provengono. La legislazione Ue sul divorzio delle coppie \u2018internazionali\u2019 era stata proposta dal vicepresidente della Commissione Ue e titolare del portafoglio alla giustizia e cittadinanza Viviane Reding lo scorso 24 marzo. \u201cMigliaia di coppie si trovano in situazioni personali difficili per la mancanza di risposte chiare da parte dei sistemi giuridici nazionali, e in molti casi sono i figli e il coniuge pi\u00f9 debole a soffrirne\u201d, ha affermato la Reding, per questo \u201c\u00e8 necessario che i cittadini dispongano di norme chiare\u201d.<\/p>\n<p>Nel giro di appena poco pi\u00f9 di due mesi, queste sono state avvallate dalla Commissione del Parlamento europeo competente in materia e oggi dal Consiglio Ue a Lussemburgo. L\u2019ultima tappa della procedura, che salvo imprevisti si tratter\u00e0 piuttosto di una \u2018formalit\u00e0\u2019, sar\u00e0 la loro ulteriore approvazione in una delle prossime sedute plenarie dell\u2019Europarlamento a Strasburgo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Via libera \u2018storico\u2019 dell\u2019Ue a 14 stati europei, tra cui l\u2019Italia, per l\u2019adozione di regole pi\u00f9 semplici e con pi\u00f9 tutele per il divorzio di coppie formate da coniugi di nazionalit\u00e0 diversa. Si tratta infatti della prima cooperazione rafforzata della storia dell\u2019Ue, una procedura resa possibile dall\u2019entrata in vigore del Trattato di Lisbona. 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